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Banca IFIS, Geertman: "Scenario incerto ma sistema Italia può assorbire nuovi flussi di deteriorato"

L'intervista all'amministratore delegato di Banca Ifis a margine dell'Npl Meeting organizzato dall'istituto a Cernobbio

Banche, Finanza ·
(Teleborsa) - "Lo scenario economico che ci troviamo ad affrontare ha subito profondi mutamenti a causa del nuovo shock dovuto alla crisi russo-ucraina, i cui effetti cominceranno a farsi sentire nei prossimi mesi. I dati del Market Watch lo confermano, stimando una dinamica di nuovi flussi di deteriorato che, seppur più lieve quest'anno, arriverà a 82 miliardi di euro nel triennio 2022-2024, con un incremento di 10 miliardi rispetto alle precedenti previsioni di febbraio. Aiuteranno, però, ad attenuare l'impatto, il risparmio delle famiglie, la liquidità delle imprese e la solidità e redditività delle banche. Queste ultime hanno infatti realizzato un importante lavoro di de-risking sui propri bilanci e lavorano per un ulteriore miglioramento degli Npe ratios. Questo è possibile grazie all'industria italiana di investimento e servicing degli NPL che si è dimostrata infatti particolarmente vitale anche nel confronto con quella europea, svolgendo un ruolo cruciale per la stabilità del sistema". È quanto ha affermato l'amministratore delegato di Banca Ifis, Frederik Geertman, in occasione di "Future Proof", l'11esima edizione dell'Npl Meeting organizzato dall'istituto, svoltosi oggi a Villa Erba, Cernobbio.




Due anni fa in questa sede, sulla scia del Covid, è stata annunciata una 'new wave' di crediti deteriorati. Lo scorso anno l'attenzione si è concentrata sulle misure del Governo che hanno limitato l'impatto delle degli Npl sui bilanci delle banche italiane. Quest'anno ci troviamo, nuovamente, in uno stato di incertezza: si attende un aumento di crediti deteriorati ma si guarda senza troppa preoccupazione al futuro. Qual è lo scenario?

"La prima considerazione è che il Covid è stato molto meno impattante di quello che pensavamo. Su questo fronte abbiamo sostanzialmente buone notizie. Credo sia la conseguenza degli interventi pubblici, della politica monetaria e anche di tutto quello che hanno fatto le banche in termini di messa a disposizione di liquidità. Nel 2022 la produzione di Npl è stata più bassa di quello che pensavamo un anno fa. Il secondo elemento che dobbiamo considerare è che in questo momento abbiamo uno scenario macro che pone delle sfide: aumento dell'inflazione, dei tassi, e, di conseguenza, crescita del PIL molto più modesta quest'anno e trascurabile il prossimo anno. Abbiamo nel '22 una situazione migliore e nel '23 e nel '24 una situazione peggiore rispetto a quella che avevamo immaginato con l'arrivo del 'New Wave'. Il tutto insiste, tuttavia, su un tessuto abbastanza robusto: le banche sono ben capitalizzate, hanno Npe ratio molto bassi, esiste un'industria capace di assorbire la produzione di questi nuovi Npl. Abbiamo, quindi, una situazione complessiva del sistema Italia che credo possa assorbire senza grandi problemi questo deterioramento".

Npe ratio su livelli bassi nonostante il rallentamento dell'economia. Quali le dinamiche alla base?

"Gli Npe ratio sono bassi e le banche hanno pubblicamente dichiarato di volerli tenere bassi e anche ulteriormente abbassare. Ci sono state delle banche anche molto grandi e prestigiose che si sono date l'obiettivo di voler quasi azzerare questo fenomeno nel proprio bilancio. Banche che paiono molto determinate a tenere basso il valore, il che si traduce in una gestione proattiva in casa per evitare che si creino Npl ma anche nella capacità di venderli. Pur nell'attuale scenario che ha visto l'aggravarsi della situazione macro, in piena crisi russo-ucraina, hanno riconfermato questi obiettivi. Noi ci aspettiamo, dunque, che da lì venga fuori un mercato molto vivace per gli Npl".

Che anno è stato per Banca Ifis sul fronte delle operazioni?

"Un anno dinamico in cui abbiamo già comprato 1,4 miliardi. Un anno in cui Banca Ifis ha svolto il suo primo anno di Piano che si avvia all'ultimo trimestre. Pur nell'attuale contesto, più complicato delle aspettative, abbiamo potuto riconfermare i nostri obiettivi di utile: pensiamo di raggiungere almeno i 120 milioni di euro quest'anno. Per noi è stato un anno impegnativo ma che ha visto anche delle grandi soddisfazioni: abbiamo avuto l'Investment grade da parte di Moody's, abbiamo avuto un incremento del nostro CET 1 ratio, della nostra capitalizzazione, che ci è stato riconosciuto per circa 400 punti base. Abbiamo avuto dei risultati, ci piace definirci resilienti. Banca Ifis è una banca diversificata, ha varie attività: non solo Npl ma anche attività di banca commerciale, di leasing, di factoring, quest'ultimo un business molto redditizio e positivamente correlato all'inflazione. Si conferma il valore di un modello di business basato sui piccoli ticket e sulla diversificazione dal momento che noi stiamo attraversando questo mercato con relativa serenità. Ciò non vuol dire che siamo 'immuni' ma significa che possiamo confermare ciò che abbiamo promesso".



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