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S&P: Banche eurozona resteranno redditizie anche in caso di recessione

Banche, Finanza ·
(Teleborsa) - S&P Global Ratings ritiene che un forte rallentamento economico nell'eurozona sia imminente, principalmente a causa di una contrazione della spesa per consumi, che potrebbe essere piuttosto grave nell'ultimo trimestre del 2022 e nel primo trimestre del 2023. È probabile che gli investimenti risentano anche della mancanza di visibilità sugli sviluppi della guerra Russia-Ucraina, poiché le aziende vedono un calo della spesa per consumi. Tutto ciò comporterà una riduzione dell'attività commerciale e dei volumi di prestito delle banche, anche se l'agenzia di rating non vede grossi problemi per le banche dell'Eurozona, grazie al rialzo dei tassi e alla buona posizione con cui entrano nella crisi.

"I risultati per l'intero anno 2022 dovrebbero rimanere ampiamente positivi dato il buon primo semestre - si legge in un nuovo rapporto sul tema - Stimiamo che le banche significative dell'eurozona (ovvero i 110 maggiori gruppi bancari vigilati direttamente dalla Banca centrale europea) registreranno un ritorno sul capitale proprio (RoE) medio del 6,1%-7,0% nel 2022, sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno (6,7%)".



Per il 2023, la gamma di potenziali risultati è ampia e dipenderà da quale dei due scenari più probabili sarà attuato: stagnazione (scenario di base) o recessione, anche se di breve durata (scenario negativo). Il primo vedrebbe verosimilmente un leggero aumento dei profitti per le banche dell'eurozona, con i graduali benefici dell'aumento dei tassi di interesse che più che compenserebbero l'aumento dei costi.

Nel caso di una recessione in piena regola (ma di breve durata) l'aumento del margine di interesse sarebbe più moderato in quanto i prestiti netti diminuirebbero, mentre i costi del credito potrebbero salire ai livelli visti all'inizio della pandemia. In questo caso, le banche della zona euro sperimenterebbero una redditività depressa, molto al di sotto del loro costo del capitale, con un RoE medio stimato tra il 2,4% e il 4,6%.

In ogni caso, i benefici dell'aumento dei tassi continueranno a sostenere le banche della zona euro nei prossimi trimestri, in particolare a seguito dei movimenti dei tassi ufficiali della BCE e delle indicazioni per ulteriori rialzi futuri. Ora S&P prevede una crescita a un tasso "low-double-digit growth" del margine di interesse nel 2023, che potrebbe portare circa 30-40 miliardi di euro di ricavi annuali aggiuntivi nel 2023 a importanti banche della zona euro, un cuscinetto con cui bilanciare potenziali costi in aumento.
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