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Commercio estero, Istat: rallenta la crescita dell’export extra Ue a ottobre

Economia, Macroeconomia ·
(Teleborsa) - La flessione congiunturale dell’export verso i paesi extra Ue, per quanto generalizzata, è per più della metà dovuta al calo delle vendite di beni strumentali. Lo rileva l'Istat sottolineando che per l’import, la contrazione congiunturale degli acquisti di energia riflette il calo dei volumi e dei prezzi del gas naturale allo stato gassoso e i ribassi dei prezzi dell’energia elettrica.

Su base annua, rallenta la crescita sia dell’export (+16,6%, da +27,2% di settembre) sia dell’import (+38,3%; era +59,0% a settembre).

Il deficit energetico si riduce nel confronto con settembre, quando era superiore in valore assoluto ai 12 miliardi, e contribuisce al ridimensionamento del deficit commerciale (2 miliardi in valore assoluto, rispetto ai 5 di settembre).

A ottobre 2022, l'Istituto di statistica stima, per l’interscambio commerciale con i paesi extra Ue27, una diminuzione congiunturale per entrambi i flussi, più ampia per le importazioni (-8,7%) rispetto alle esportazioni (-4,3%).

La diminuzione su base mensile dell’export riguarda tutti i raggruppamenti principali di industrie, ed è spiegata soprattutto dal calo delle vendite di beni strumentali (-7,4%). Per l’import, la flessione congiunturale è quasi totalmente dovuta alla contrazione degli acquisti di energia (-19,5%).


Nel trimestre agosto-ottobre 2022, rispetto al precedente, l’export diminuisce dell’1,5% per effetto del calo delle vendite di energia (-37,9%) e beni strumentali (-4,7%). Nello stesso periodo, l’import segna un rialzo congiunturale del 4,6%, cui contribuiscono i maggiori acquisti di beni strumentali (+10,5%), energia (+7,9%) e beni di consumo non durevoli (+6,8%).

A ottobre 2022, l’export cresce su base annua del 16,6%. La crescita, generalizzata, è più accentuata per energia (+37,0%), beni intermedi (+24,7%) e beni di consumo non durevoli (+22,1%). L’import registra una crescita tendenziale del 38,3%, anch’essa diffusa e molto elevata per energia (+67,2%).

Il disavanzo commerciale con i paesi extra Ue è pari a -2.040 milioni, a fronte di un avanzo di 1.962 milioni dello stesso mese del 2021. Il deficit energetico (-9.364 milioni) è più ampio rispetto a un anno prima (-5.459 milioni) ma l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici, pari a 7.324 milioni, è elevato e sul livello di ottobre 2021 (7.421 milioni).

A ottobre si rilevano aumenti su base annua delle esportazioni verso quasi tutti i principali paesi partner extra Ue27; i più ampi riguardano Turchia (+47,7%), Stati Uniti (+34,2%) e paesi OPEC (+32,0%). Prosegue la flessione dell’export verso la Russia (-30,9%); in calo anche le vendite verso il Giappone (-11,2%).

Gli acquisti da paesi ASEAN (+64,5%), paesi MERCOSUR (+59,4%), Svizzera (+58,0%), Stati Uniti (+56,5%), paesi OPEC (+55,9%) e Cina (+50,3%) registrano incrementi tendenziali molto elevati. Le importazioni dalla Russia (-44,2%) risultano in decisa contrazione.
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