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Carburanti alle stelle, diesel vicino a 2,5 euro: si muove il governo

Salvini: "c'è qualcuno che fa il furbo"

Economia ·
(Teleborsa) - E' di nuovo allarme per l'aumento dei prezzi dei carburanti, non più giustificato dall'inflazione e dall'aumento del prezzo della materia prima (petrolio), che sono anzi diminuiti. Il gasolio che si è spinto in autostrada molto vicino alla soglia di 2,5 euro al litro e la benzina ha superato i 2 euro. Sull'autostrada A1 Roma-Milano un litro di verde in modalità self è arrivato a 2,392 euro e il diesel a 2,479 euro. Picci anomali si registrano anche nelle Isole Eolie e in Sardegna dove i carburanti costano mediamente di più a cuasa dei maggiori costi di trasporto.



La spirale di aumenti è partita con l'inizio dell'anno, quando sono scattati i rincari anche per trasporti pubblici e pedaggi autostradali, mettendo a dura prova la vasta popolazione dei pendolari, che giornalmente si spostano per studio e lavoro. A giustificare l'aumento dei carburanti aveva concorso il mancato rinnovo del taglio delle accise deciso dal governo, perchè le quotazioni di petrolio e gas ultimamente si erano ridimensionate sin quasi al livello precedente alla guerra in Ucraina.

Questa mattina un barile di petrolio di qualità americana (Light Sweet crude oil) viene scambiato a 75,29 doilari al barile, in aumento del 2%, mentre un barile di Brent, la qualità di petrolio dle Mare del Nord, costa 80,13 dollari, anch'èsso in aumento deloo 2%. A questi livelli, però, il greggio scambia al di sotto dei ivelli segnati a fine marzo, in coincidenza con l'inizio dell'occupaizone russa in Ucraina, periodo in cui si aggirava attorno ai 100 dollari.

L'ultima serie di rincari è andata a gravare sulle finanze già provate delle famiglie, mettendo in allarme il governo che ha avviato delle indagini per verificare se possa trattarsi di "speculazione". Il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto nei giorni scorsi aveva già bollato questi aumenti come speculazione ed aveva promersso che il governo sarebbe intervenuto in caso di aumenti "costanti e significativi".

Ma anche il vicepremier, Matteo Salvini, si è scagliato contro la speculazione sui carburanti, affermando che "c'è qualcuno che fa il furbo", mentre il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, ha chiesto a Mister Prezzi un monitoraggo della situazione.

Anche il MEF a dicembre aveva incaricato la Guardia di Finanza di effettuare controlli a tappeto su tutta la rete, all'indomani del ripristino delle accise, e nei prossimi giorni dovrebbe annunciare i risultati di questa indagine. Su comportamenti specuativi indaga anche la Procura di Roma, in una indagine volta a verificatre le ragioni di tali aumenti ed individuare eventuali responsabilità.

"I prezzi dei carburanti sembrano fuori controllo, e dopo lo stop al taglio delle accise si assiste a forti incrementi dei listini alla pompa in tutto il territorio, la cui entità non sembra in alcun modo giustificata dall’andamento delle quotazioni petrolifere", ribadisce il Codacons, che ha presentato un esposto a 104 Procure di tutta Italia e alla Guardia di Finanza ed ha ora interpellato anche l'Antitrust, chiedendo di aprire una istruttoria per la possibile fattispecie di intesa anticoncorrenziale. "Vogliamo capire se all’interno della filiera dei carburanti ci siano cartelli, accordi o altre strategie vietate dalla legge tese a far salire immotivatamente i listini di benzina e gasolio alla pompa", spiega il Codacons chiedendo al Governo di "estendere gli ambiti di applicazione della legge 231 del 2005 che vieta gli aumenti eccessivi dei prezzi al dettaglio nel settore agroalimentare, introducendo lo stesso principio anche al comparto dei carburanti e definendo in modo certo e preciso il "prezzo anomalo", ossia la percentuale massima di aumento dei listini oltre la quale scatta l'illecito sanzionabile in base alle leggi dello Stato".

(Foto: bizoon | 123RF)
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