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Sanità, allarme Regioni: si rischia collasso. Coop contro medici "a gettone"

Tutte le ragioni del degrado del comparto della Sanità e dei disservizi causati agli italliani

Economia, Salute e benessere ·
(Teleborsa) - La Sanità è sull'orlo del collasso e gli effetti si vedono già sul livello delle prestazioni a causa dei continui disservizi causati alle famiglie da una sanità allo sbando. Tre anni d pandemia ed il caro energia hanno letteralmente messo in ginocchio il comparto, che ora rischia il crack a causa di risorse insufficienti. Così le Regioni al Governo, chiedendo un intervento straordinario e strategico, per porre rimedio alla cronica carenza di risorse ed al fenomeno della mancanza del personale medico ed infermieristico.



Il primo problema della Sanità concerne le risorse, sempre troppo limitate: la Manovra ha stanziato poco più di 2 miliardi agiguntivi per il 2023, la gran parte (1,4 miliardi di euro) destinata a coprire le spese per le bollette e il caro energia degli ospedali, mentre la restante parte dei fondi non sarà sufficiente a coprire l'aumento dei costi legato all'inflazione.

A questa storica carenza di risorse finanziarie si sta unendo il fenomeno della fuga dei medici, soprattutto dai reparti più rischiosi e faticosi, come i Pronto Soccorso. Un fenomeno che si aggiunge a tre anni di Quota 100, che ha letteralmente svuotato la sanità, così come altri settore del pubblico impiego, lasciando un vuoto incolmabile, giacchè non è stato coperto il turnover e si è fatto prevalente ricorso al precariato.

Carenze che "hanno raggiunto un livello di criticità insostenibile e trasversale a molteplici settori e servizi sanitari - spiegano le Regioni - con conseguenti disservizi che sono, purtroppo, oggetto delle cronache quotidiane".

"È necessario e indifferibile programmare rapidamente un intervento straordinario e strategico, non di natura meramente emergenziale, in grado di proporre delle soluzioni, prontamente attuabili ed idonee ad affrontare nell'immediato la carenza di personale sanitario e la crisi finanziaria di cui, da ormai tre anni, versano i Sistemi Sanitari Regionali", afferma Raffaele Donini, assessore alla sanità dell'Emilia-Romagna e coordinatore della commissione salute delle Regioni, in una lettera al ministro della Sanità Orazio Schillaci e a quello dell'economia Giancarlo Giorgetti.

"La sostenibilità economico-finanziaria dei bilanci sanitari è fortemente compromessa dall'insufficiente livello di finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, dal mancato finanziamento di una quota rilevante delle spese sostenute per l'attuazione delle misure di contrasto alla pandemia da Covid-19 e per l'attuazione della campagna vaccinale", sottolinea Donini, prevedendo "conseguenze catastrofiche".

Anche il settore delle cooperative sanitarie ne approfitta per lanciare un allarme sulla pratica sempre più diffusa dei medici a chiamata o "a gettone", necessari per sopperire alle croniche carenze di personale delle strutture sanitarie.

"La nostra pratica quotidiana vanno in direzione opposta: vogliamo valorizzare i professionisti costruendo un rapporto stabile e di fiducia con i pazienti. In linea con i valori cooperativi lavoriamo per la relazione con i pazienti, non per la prestazione", sottolinea Sanicoop, l’associazione di Legacoop che organizza e rappresenta più di settanta cooperative che forniscono servizi ad oltre 5.000 medici associati, per tre quarti medici di medicina generale, che seguono un bacino di circa 6 milioni di pazienti. La soluzione proposta quella di incentivare la sanità territoriale attraverso una "riorganizzazione dell’offerta sanitaria" che privilegi la territorialità e la figura del Medico di Medicina Generale.

(Foto: Natanael Melchor on Unsplash)
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