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Fisco, il 5x1000 ENEA alla ricerca sui rischi delle nanoplastiche nei polmoni

Economia
Fisco, il 5x1000 ENEA alla ricerca sui rischi delle nanoplastiche nei polmoni
(Teleborsa) - Stimare i rischi per la salute derivanti dalle nanoplastiche disperse in aria e valutarne l’impatto nei polmoni. È l’obiettivo di “PlasticBreath”, un innovativo progetto di ricerca scientifica portato avanti dai ricercatori del Laboratorio ENEA Salute e Ambiente attraverso il quale raccogliere informazioni essenziali per lo sviluppo e l’implementazione di politiche di sostenibilità in tema di qualità dell’aria. I contribuenti che lo vorranno potranno dare il proprio sostegno all’ENEA per la realizzazione del progetto indicando il codice fiscale 01320740580 come destinazione dei fondi del 5x1000 della dichiarazione dei redditi di quest’anno.

“L’incidenza di malattie respiratorie è in rapida crescita e costituisce una minaccia sempre più rilevante per la salute della popolazione mondiale. Recenti studi hanno evidenziato che il particolato atmosferico (PM) è costituito da frazioni di micro e nano plastiche, che sono presenti e persistono in tutti gli ambienti terrestri, inclusa l’atmosfera”, spiega Paolo Roberto Saraceni, ricercatore del Laboratorio ENEA Salute e Ambiente e responsabile del progetto “PlasticBreath”.

Grazie ai fondi del 5x1000 il team di ricercatori del Laboratorio Salute e Ambiente svilupperà un microscopio computazionale virtuale che utilizzerà la tecnologia dei Digital twin per rappresentare digitalmente le micro e nanoplastiche e i diversi tipi di macromolecole (membrane, recettori, enzimi), simulando la loro interazione in ambienti cellulari specifici come il tessuto polmonare.

La rapidità del processo di calcolo sarà garantita dall’uso del calcolo ad alte prestazioni che comprende l’utilizzo del supercomputer ENEA Cresco ed efficienti codici numerici. Le simulazioni saranno validate mediante lo sviluppo di un modulo di analisi dell’aria che prevede l’impiego di un espositore portatile dal quale le cellule bronchiali “respireranno” le componenti fini dell’aria (PM2.5, PM1 e nano e microplastiche) in maniera selettiva.

“Grazie a questa nuova attività di ricerca vogliamo realizzare un innovativo strumento digitale in grado di prevedere l’impatto degli inquinanti atmosferici, comprese le micro e nano plastiche, sui polmoni. Questo ci permetterà di ottenere informazioni inedite del rischio ambientale che potranno servire a ottimizzare le politiche di qualità dell’aria e a implementare i parametri europei per la previsione del rischio di esposizione al particolato che, ad oggi, non prendono in considerazione le nano e microplastiche”, conclude Saraceni.
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