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Mutui: cosa accade ora dopo il taglio dei tassi della BCE

I mutui a tasso variabile saranno meno cari, ma il fisso continuerà a convenire, soprattutto se è un mutuo green

Banche, Economia
Mutui: cosa accade ora dopo il taglio dei tassi della BCE
(Teleborsa) - La BCE ha finalmente annunciato l'attesissimo taglio dei tassi d'interesse, che diventerà effettivo dal prossimo 12 giugno, anche se l'Euribor a 1 mese ha già in parte scontato le attese del mercato ed è passato dal 3,85% del 6 maggio al 3,68% dell'ultima rilevazione del 5 giugno. Questo si tradurrà ovviamente in un abbassamento della rata mensile per i mutui a tasso variabile, che sono indicizzati all'Euribor.

Quanto alle possibili mosse future, la BCE continua a essere molto prudente e ribadisce che le prossime decisioni non saranno vincolate a un particolare percorso e saranno ancorate ai dati dell'inflazione in uscita nei prossimi mesi. Le ultime proiezioni degli esperti dell’Eurosistema però prevedono un leggero aumento dell'inflazione per il 2024 e il 2025 rispetto alle previsioni di marzo. rispettivamente l 2,5% ed al 2,2%.

Mutui variabili meno cari ma...

Detto questo, MutuiOnline.it ha calcolato come si possono ripercuotere questi sviluppi sul mercato dei mutui ed ha ipotizzato, in particolare, due scenari: 1) un giovane single con un mutuo da 100.000 euro a 20 anni 2) una famiglia quarantacinquenne con un mutuo da 250.000 euro a 30 anni.

Nel primo caso, quello di un giovane single, la migiore offera variabie oggi praticata sul mercato prevede una rata di 632 euro che, con il taglio di 25 punti base, passerà a 619 euro. Attualmente però il miglior fisso ha una rata di 537 euro con l’offerta green rivolta ai giovani, e di 550 euro in caso di offerta non green, pari a 69 euro in meno (-11%) rispetto alla nuova rata del variabile. Nel secondo caso di una famiglia, la migliore offerta praticata prevede una rata di 1.265 euro, con il taglio di 25 punti, passerà a 1.228 euro. Attualmente però il miglior fisso ha una rata da 998 euro con l’offerta green (-19%).


I mutui green a tasso fisso rappresentano ormai una quota importante delle richieste di mutuo grazie alla loro convenienza: nei primi 5 mesi del 2024, 3 richieste di mutuo su 10 sono state per questa tipologia. Mediamente, la differenza tra un mutuo green e un mutuo standard a tasso fisso è intorno ai 40 bps, per un variabile intorno ai 50 bps.

... il fisso resterà più conveniente!

Attualmente, la differenza tra il tasso fisso e il tasso variabile, escludendo i mutui green, è di oltre 200 punti base. A fine maggio, infatti, i mutui a 20 e 30 anni hanno registrato un tasso variabile medio del 5,24%, mentre il tasso fisso medio si è attestato al 3,15%.

Ancora più marcata la differenza tra i migliori prezzi, che si attestano al 2,59% per i fissi e al 4,65% per i variabili.

Questo ha portato la quasi totalità delle richieste di mutuo nella prima parte dell'anno a orientarsi verso il tasso fisso (98,6%). Stipulare un mutuo a tasso fisso continua a essere la strategia ottimale per i prossimi mesi, tanto che si mantiene alta la quota di richieste di surroghe da variabile a fisso, che rappresenta oltre il 30% delle richieste.

Aumentano gli importi medi richiesti

Aumentano rispetto al 2023 le richieste di mutuo sopra i 150.000 euro (dal 27,4% al 31,7%). Secondo l'Osservatorio di MutuiOnline.it le regioni dove si richiedono importi dei mutui maggiori sono il Trentino-Alto Adige (188.412 3 euro in media), la Lombardia (159.390 euro) e il Lazio (156.878 euro); le regioni dove si richiedono importi più bassi sono la Calabria (103.702 euro), il Molise (106.844 euro) e la Sicilia (113.212 euro).

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