(Teleborsa) -
Si riapre la battaglia legale sulla spinosa questione del
Golden Power, che vede contrapposti
Unicredit e Governo per l'esercizio del potere, che ha cambiato le sorti del
risiko bancario, bloccando l'Offerta Pubblica di Scambio (
OPS) dell'Istituto di piazza Gae Aulenti su
Banco BPM. Unicredit, stando a quanti riferiscono fonti vicine al dossier, al momento non confermata dall'Istituto, avrebbe depositato il
ricorso al Consiglio di Stato sulla sentenza del TAR relativa al Golden Power. L'obiettivo del management sarebbe quello di
"fare chiarezza".
A metà luglio, il
Tar del Lazio aveva accolto "parzialmente" il ricorso di Unicredit contro l'esercizio del Golden Power, che aveva posto dei paletti all'OPS su Banco BPM. Il Tribunale amministrativo del Lazio, in particolare, aveva
accolto due punti del ricorso presentato dalla banca contro il Decreto della presidenza del Consiglio (Dpcm) sul Golden Power e ne aveva
"bocciati" altri due, ritenuti invece legittimi.
Fra i due punti annullati c'era il
riferimento temporale (5 anni) della
richiesta di "non ridurre per un periodo di cinque anni il
rapporto impeghi/depositi praticato da Banco BPM e UniCredit in Italia, con l'obiettivo di incrementare gli impieghi verso famiglie e PMI nazionali". Il secondo punto annullato riguardava l'obbligo di
mantenere il livello del portafoglio di project finance. Nessun rilievo invece sulla prescrizione del Dpcm che imponeva l'uscita dalla Russia di Unicredit e sulla necessità di mantenere gli investimenti di Anima in asset italiani di Anima.
La
decisone del TAR ed i concomitanti
rilievi della UE, che aveva ipotizzato un contrasto del Dpcm sul Golden Power con la normativa europea sulle concentrazioni ed aveva dato al Governo italiano 20 giorni di tempo per chiarire la posizione al riguardo, aveva spinto la anche
Consob a sospendere l'OPS per 30 giorni, a causa della "situazione di incertezza creatasi" che non consentiva agli investitori "di pervenire a un fondato giudizio sull'offerta". Una decisione che poi alla fine aveva
indotto
l'Istituto di Piazza Gae Aulenti a ritirare l'offerta.