Mercoledì 8 Luglio 2020, ore 16.39
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Sarà abbastanza

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Con una Fed che ha lasciato solo intravedere il Qe3 e una Bce che non annuncerà acquisti illimitati di Bonos e Btp, i mercati saranno forse presi dallo sconforto e ritracceranno. Nessuno short sano di mente si azzarderà però a riaprire un’offensiva su larga scala a tre settimane da Jackson Hole e sapendo che in qualsiasi momento la Spagna potrebbe chiedere un piccolo aiuto ai suoi amici e dare inizio alla guerra d’autunno.

Jackson Hole, tra i laghi e i monti del Wyoming, è l’appuntamento annuale in cui la Fed fa brainstorming e annuncia le grandi decisioni strategiche. Il Qe3 o l’arma ancora più potente del targeting del Pil nominale verranno in qualche modo preannunciati in quella sede. L’esecuzione avrà valuta differita per motivi economici e, ancora di più, politici. Con Wall Street tonica e l’economia in crescita bassa, ma non certo in recessione, è meglio non ricorrere subito all’artiglieria pesante e limitarsi a minacciarne l’uso.

Con le elezioni fra poche settimane la Fed deve poi giocare d’astuzia. Preannunciando il Qe3 per fine anno o per l’inizio del 2013, Bernanke può raccontare ai repubblicani che non ha aiutato Obama prima del voto e ai democratici che si è impegnato solennemente a sostenere il ciclo. La Fed pensa anche alle settimane turbolente di fine anno, quando lo scontro politico sul fiscal cliff e le potenziali ricadute negative sui mercati e sull’economia potranno rendere molto più necessario di adesso il ricorso effettivo al Qe.

Quanto all’Europa, l’offensiva congiunta Esfs-Esm-Bce scatterà in un momento qualsiasi tra qui e fine anno quando la Spagna, in accordo con Berlino e Bruxelles, busserà ufficialmente alla porta dell’Efsf (o, dopo il 12 settembre, alla porta dell’Esm) per chiedere soldi.

La Spagna nei mesi scorsi ha fatto il pieno di emissioni e non ha esigenze di cassa per le prossime settimane. I timori, quindi, sono in realtà per l’Italia. Nel momento in cui l’Italia dovesse subire nuovamente pressioni sullo spread, la Spagna verrà invitata a chiedere soldi anche se in quel momento non dovesse averne bisogno.
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