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Gli aiuti alla Grecia e il bilancio europeo

Il Bundestag ha approvato gli aiuti alla Grecia: basterà a salvarla?

Vincenzo Russo
Vincenzo Russo
Ordinario di Scienza delle Finanze presso l'Università La Sapienza, Roma. Autore del blog enzorusso2020
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Come si spiega questa mia visione tragica per la Grecia? Si spiega con la teoria dell'area valutaria ottimale. Sono trenta anni che gli economisti spiegano come una moneta unica non possa funzionare bene in un'area vasta caratterizzata da forti squilibri territoriali senza adeguati meccanismi di trasferimenti di vario tipo. Eppure qualcuno mi potrebbe obiettare che l'euro, nonostante tutto, funziona e scoppia di salute se è vero - come anche io ritengo - che esso è sopravvalutato del 20-25% rispetto al dollaro. Ma l'euro è forte non perché abbia dietro un'economia europea sana, forte ed omogenea ma perché è governato da gente che parla e pensa americano. Per far funzionare bene l'Euro, dovremmo avere un complesso sistema di trasferimenti su tre canali:

a) trasferimenti per gestire gli shock asimmetrici di origine interna o esterna ai paesi membri;

b) fondi strutturali adeguati per affrontare sul serio gli enormi squilibri strutturali che caratterizzano i paesi centrali e quelli periferici;

c) trasferimenti "perequativi" mirati soprattutto ad assicurare uguali diritti di cittadinanza europea.

Nell'attuale bilancio UE abbiamo risorse insufficienti sotto b) e quasi niente sotto a) e b). Questo rende debole la costruzione dell'Euro. Per renderlo forte e competitivo non basta riformare lo statuto della BCE per darle il potere di stampare moneta. Serve un vero governo centrale dell'economia specialmente ora che con la ratifica del Fiscal Compact si sono ridotti i margini di manovra dei governi sub-centrali.

Questo sistema di trasferimenti deve trovare il suo fondamento economico non nell'abusata solidarietà, ma sul principio di sussidiarietà, nel mercato unico e nel c.d. federalismo competitivo. Se le regioni deboli devono competere con quelle ricche devono ricevere trasferimenti compensativi analogamente a quanto si fa nei rally automobilistici e nelle regate veliche. Le auto e le barche più piccole non competono alla pari con quelle più potenti e veloci. Ricevono degli handicap. Ma c'è la legislazione sugli aiuti di Stato? Sta proprio qui il punto. Secondo molti giuristi essa non pone un divieto assoluto. Può essere interpretata adeguatamente in chiave sistemica - sempre che si voglia preservare l'obiettivo del mercato unico.

Per fare tutto questo serve secondo alcuni un bilancio di dimensione tripla o quadrupla rispetto a quello attuale - pari a poco più dell'1% del PIL della UE 27. Ma l'Inghilterra non vuole, anzi chiede a gran voce una riduzione di 90 miliardi rispetto alla proposta della Commissione europea. Anche il buon Van Rompuy ha fallito con la sua mediazione a 70 miliardi. Adesso la questione è rinviata ad altro Vertice straordinario sul bilancio europeo a gennaio. Di fronte a tanta insipienza persino il Presidente Monti ha perso la sua abituale flemma britannica e ha minacciato di porre il veto. Ancora una volta si dimostra che il dossier crescita a livello europeo è solo aria fritta perché quello che si prospetta per gennaio 2013 sarà comunque un compromesso al ribasso.

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