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Giovedì 22 Agosto 2019, ore 06.52
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La centesima notte

Del Portogallo e del viaggiare che è meglio dell’arrivare.

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Poche cose infastidiscono i mercati come l’instabilità estiva alla vigilia delle vacanze. Il desiderio di partire tranquilli induce talvolta a vendite non ottimali. L’impressione è però che lo shock dei tassi (il tapering del Qe) sia ormai nei prezzi e che per i bond sia iniziata una fase di tregua che potrà anche essere piuttosto lunga. Christopher Potts ipotizza addirittura 12-18 mesi relativamente stabili prima del bear market vero.

Affascinato dal Giappone, Barthes gli dedicò L'impero dei segni, pubblicato nel 1970.Le borse, dal canto loro, hanno recuperato una certa compostezza e, Portogallo permettendo, si muoveranno lateralmente. La prova più impegnativa, per l’azionario, verrà dal più tradizionale dei fattori, gli utili. Negli ultimi anni le società americane hanno dato il meglio, sia come vendite sia come utili, nei mercati esteri. Da qualche mese il dollaro più forte e la debolezza di molti mercati di sbocco (Europa, Brasile e in parte Cina) stanno mettendo sotto pressione i margini di alcuni settori, tra cui la tecnologia.

Per una ripresa significativa delle borse bisognerà aspettare la fine dell’anno. Non si tratterà di un’ulteriore espansione dei multipli, ma di qualcosa di più sano. Il 2014 si profila infatti più forte del 2013, tanto negli Stati Uniti quanto in Europa. Nessun miracolo, semplicemente l’effetto di politiche fiscali meno restrittive. Se i dati economici si profileranno troppo forti, in particolare sull’occupazione americana, potrà prodursi di nuovo una certa confusione sui bond. La Fed, dopo gli errori di comunicazione delle scorsesettimane, sarà più attenta e cercherà di contenere l’instabilità, che avrà comunque breve durata.

Che la disoccupazione americana scenda sotto il 7 per cento a fine 2013 (come pensano molti economisti di mercato) o a metà 2014 (come pensa la Fed), alle borse andrà comunque bene. Lo scenario della Fed prolungherà il Qe, quello dei mercati provocherà un temporaneo nervosismo tra i bond ma renderà ancora più solide le prospettive di crescita per il 2014.

(Nella foto: Affascinato dal Giappone, Barthes gli dedicò L'impero dei segni, pubblicato nel 1970.)
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