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Martedì 18 Febbraio 2020, ore 16.43
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Apple e Tesla, ovvero la creatività predittiva dei mercati

Tesla potrà essere o no la "nuova Apple"?

Francesco Caruso
Francesco Caruso
Master in Financial Technical Analysis, vincitore di SIAT Award 2011
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Ipotizziamo per un attimo, per gioco, di avere ancora 200 anni da vivere, 200 anni in cui possiamo investire i nostri soldi, e iniziamo col comperare la cosa più conservativa possibile: 20.000 EUR di obbligazioni statali a lunga scadenza, tra i 10 e i 15 anni, che rendano – diciamo – il 5,5% (un tasso medio storicamente realistico), reinvestendo ogni anno nella stessa obbligazione gli interessi. Al 5,5% di interesse composto, il capitale si raddoppia in 13 anni. Durante ogni periodo in cui il capitale raddoppia, la vita va avanti e qualcosa si mette da parte: ipotizziamo di riuscire ad aggiungere 10.000 EUR di risparmi ogni 13 anni (circa 800 all’anno).
In questo modo, alla fine dei primi 13 anni si avranno 40.000 EUR, più i 10.000 che si sono risparmiati: quindi i 20.000 EUR iniziali saranno diventati 50.000. Alla fine dei 13 anni successivi, si avranno 100.000 EUR + 10.000 di risparmi, quindi 110.000 EUR. Reinvestendo sempre allo stesso tasso, dopo 13 anni si avranno 220.000 + 10.000 = 230.000 EUR. Quindi, 39 anni dopo il primo investimento (meno del periodo lavorativo minimo che serve per andare in pensione), i 20.000 EUR investiti saranno diventati 230.000.

Si saranno perse al massimo alcune ore – in quasi 40 anni – dietro ai propri soldi. E non si saranno mai guardate (e sofferte) le variazioni di borse, oro o altro. Alle fine dei successivi 13 anni si arriverà a 460.000 EUR, più i soliti 10.000: totale 470.000. In 200 anni ci sono 15,3 raddoppi. Fate i conti. Per la fine del 200simo anno non sapremmo nemmeno cosa fare con i soldi. Il tutto con un rischio minimo, un tempo dedicato minimo e un tasso di risparmio minimo. Dal 2000 ad oggi gli indici azionari hanno generato rendimenti medi annui, al lordo delle tasse ed esclusi i dividendi ma anche i costi, fra il -4,5% (Italia) e il +3% (Emergenti), con perdite massime oltre il -50%. Ma allora perché tutto questo interesse sulle borse, che nel portafoglio dell’investitore spesso creano molta più volatilità che efficienza?

Avendo abbastanza tempo, anche senza investire in borsa saremmo ricchi: garantito. Non dovremmo sprecare una marea di tempo prezioso cercando il titolo giusto, o il settore giusto, o il fondo giusto. Dovremmo solo usare il nostro asset più importante: il tempo. C’è solo un problema: nel mondo reale non si vive 200 anni. La maggior parte delle persone che operano sui mercati sono – o, peggio, si sentono – fuori tempo. La conseguenza è che aumentano la loro aggressività nei confronti dei loro investimenti e sprecano un numero incredibile di ore e di energie nervose cercando di "battere il tempo", che è il reale scopo ultimo di tutto ciò che – sul piano emotivo – ha a che fare con i mercati. Bisogna trovare la "nuova Apple": e solo se la si trova e se ci si mettono su abbastanza soldi, allora si è riusciti a battere il tempo. L’alternativa c’è: se si parte abbastanza presto, o se si insegna ai propri figli o nipoti a partire presto, ci possono essere diversi decenni da sfruttare ma solo e soltanto con un piano razionale e una grande perseveranza.

Post scriptum: Sir John Templeton sosteneva che uno dei target naturali per un titolo era la moltiplicazione per 8 del minimo, il che porrebbe il target di Tesla intorno ai 200 USD.

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