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Martedì 18 Febbraio 2020, ore 18.07
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Perdere tempo, cercando di svitare i chiodi

L'inutile politica del cacciavite continua: una manovra dopo l'altra, continua il gioco delle parti. Si continua a perdere tempo, consapevolmente, illudendo i cittadini. Servirebbe riorganizzare l'intero sistema amministrativo italiano, ma sarebbe la bancarotta intellettuale e culturale di una intera classe dirigente.

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
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Hanno tutti ragione, solo all'apparenza però: difendono interessi di potere. E più fanno comparazioni statistiche con gli altri Stati europei, e meno ci fanno capire perché abbiamo una spesa pubblica elevata, tasse insopportabili e così scarsa efficienza.

La risposta è semplice: dispersione. Immaginate come potrebbe funzionare una azienda automobilistica se, anziché avere poche fabbriche, un certo numero di modelli e componenti testati, si affidasse alla buona volontà di migliaia di ingegneri: tutti che progettano, realizzano, acquistano a loro piacimento, in centinaia e centinaia di capannoni. Oppure una azienda di trasporto aereo, che ogni mese cambia aerei, rotte, orari, prezzi, areoporti di imbarco.

Fallirebbero, senza dubbio. Sarebbero tutti scontenti, dal primo automobilista all'ultimo viaggiatore. Riparare un'automobile sarebbe costosissimo, perché nessuno avrebbe lo schema elettrico né saprebbe dove trovare il pezzo di ricambio: una situazione manicomiale. Chi andasse in aeroporto si accorgerebbe che il volo è stato soppresso da un decreto nella notte, o da una delibera di cui nessuno sa ancora nulla: rimarrebbe a terra, irrimediabilmente. E la colpa non sarebbe di nessuno: nè degli operai della fabbrica di auto, nè dei piloti dell'azienda di trasporto aereo: sono impiegati in un processo inefficiente, irrimediabilmente ottuso. Inutile prendersela con l'elettrauto o con l'impiegato del check-in.

Il Governo in carica continua a cercare di aggiustare un sistema sbagliato, ma ne aggrava i difetti: basta vedere come funzioneranno le nuove imposte immobiliari, visto che ogni comune si dovrà dare un regolamento ad hoc, stabilendo chi e come esentare ed in che modo. Non ha la forza di decidere secondo equità, nè sa fissare un tetto di spesa pro capite ai comuni. Località di vacanza, disabitate quasi tutto l'anno, saranno piene di soldi solo perché ci sono innumerevoli seconde case.

Inutile confrontare i numeri delle finanze pubbliche europee e mondiali, i totali delle imposte e delle spese, che si tratti di quelle immbiliari o di quelle sanitarie e per l'istruzione: la realtà è granulare, organizzativa e funzionale. Con i maestri elementari che si sono moltiplicati in una stessa classe, le sedi universitarie distaccate ed i corsi moltiplicati all'infinito, i porticcioli dove dondolano mollemente motovedette dalle livree più varie, dal bluerosso, al biancoceleste, al verdeoliva al biancocandido, al rossofiamma. E magari qualcuna color grigio, orizzonte-perduto.

Bisogna riorganizzare completamente il sistema amministrativo italiano, disseminato da milioni di chiodi: ciascuno rappresenta un potere, grande o piccolo, centrale o locale, politico o amministrativo, da esercitare a piacimento. Destra e sinistra, hanno fatto a gara per accaparrarselo e per moltiplicarlo.

Il resto sono balle, consolatorie. Per chi illude i cittadini che basta un cacciavite per togliere i chiodi: fanno solo finta, e lo sanno bene.

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