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Domenica 15 Dicembre 2019, ore 10.51
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Mossa inutile quella della BCE

E' rimasta l'unica a pensare che il mondo sia piatto.

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
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Anche sul fronte del mini-dollaro e del corrispondente rafforzamento dell'euro, la mossa serve a poco. Basta ricordare il precedente della Bank of Japan: anche con i tassi rasoterra, i capitali in fuga dal rischio compravano yen facendolo apprezzare. E' stato invece il diluvio monetario della Abenomics, con i miliardi di yen stampati mensilmente senza alcun limite di tempo predeterminato, ma con l'obiettivo di portare l'inflazione giapponese ad un livello accettabile, che ha fatto scivolare la valuta nipponica di decine di punti rispetto a yuan, dollaro ed euro, beffando tutti.

E' quello che fa da tempo la Fed con il Qe3: continua ad immettere dollari al ritmo di 85 miliardi al mese, tra acquisto di titoli del Tesoro e ABS emesse dalle Agenzie federali che operano nel settore immobiliare. Della fine di questo programma ormai nessuno parla più: dopo lo shutdown delle spese, bloccate per via dell'approssimarsi del tetto posto al debito, ed il rinvio del negoziato al Congresso, la questione è scomparsa dagli schermi.

In Europa si continuano a guardare gli indici che cadono: il PIL, il credito, il tasso di inflazione. E' inutile abbassare il prezzo della liquidità, portandolo allo 0,25%: non cambia niente. La liquidità illimitata che viene comunque garantita dalla BCE fino al 2015, per scadenze comprese tra i 15 giorni ed i tre mesi, non serve certo a rilanciare il credito. L'economia è bloccata dalle manovre fiscali, le imprese chiudono e la situazione si accartoccia. Se fosse stato sufficiente abbassare i tassi ufficiali di sconto per rilanciare le rispettive economie, le Banche centrali di Usa, Gran Bretagna e Giappone non si sarebbero impegnate in tanti programmi di immissione straordinaria di liquidità, né i loro governi avrebbero mantenuto alto il deficit, con la copertura garantita dalle rispettive banche centrali, che non consentono agli speculatori di fare scherzi. Se il debito non venisse sottoscritto, intervengono senza limiti: non hanno le regole assurde della Bce, che ci lasciano tutti in preda alle follie quotidiane degli spread.

Già, è vero: mentre tutti hanno capito che la terra è rotonda, e che in certi momenti l'economia può andare avanti solo con la moneta immessa dalle Banche centrali e con la loro capacità di intervenire sul debito pubblico, solo la Bce pensa ancora che la terra sia piatta, e teme di superare le Colonne d'Ercole. Bisogna cambiare lo Statuto della Bce, prima che sia troppo tardi.

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