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Mercoledì 27 Maggio 2020, ore 12.12
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Nervoso ma solido

La volatilità non è necessariamente associata a debolezza.

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Quello che preoccupa è che tanto la Russia quanto l'Occidente tengono moltissimo all'Ucraina, reputano di essere nel giusto, godono del sostegno delle rispettive opinioni pubbliche e non hanno nessuna intenzione di arretrare. I due accordi precedenti, quello del 25 febbraio che doveva dare vita a un governo di ampia coalizione e quello raggiunto in marzo tra Kerry e Lavrov sono stati violati immediatamente o da una o da entrambe le parti. In queste condizioni sarà difficile ristabilire un minimo di fiducia dopo un eventuale terzo accordo.

Lo stadio di DonetskSe è vero che nessuno vuol fare precipitare le cose e se è vero che i giocatori sul campo, la Cia e il Gru russo, sono professionisti di grande esperienza, è anche vero che la vivace partita a scacchi in corso in questo momento può sempre degenerare. Dal Vietnam, all'Afghanistan all'Iraq, la capacità analitica dei due servizi d'intelligence ha lasciato molto a desiderare.

La speranza, per quanto riguarda le sanzioni, è che l'Europa ha un bisogno disperato di non interrompere l'accelerazione ciclica, mentre la Russia non può fare a meno dei soldi europei se vuole evitare una recessione pesante. L'Europa ha bisogno di almeno due anni per riconvertirsi al gas trasportato dalle metaniere e la Russia deve pazientare altrettanto per dirottare le sue vendite verso la Cina. Alla fine di questo processo la geopolitica eurasiatica sarà profondamente cambiata, ma per adesso lo scambio tra gas e Mercedes deve andare avanti. Le sanzioni hanno senso solo quando fanno più danni all'avversario che a noi. Se il danno è pari, gli avversari razionali (come sono l'Europa e la Russia) lasciano perdere.

Un'escalation dello scontro porterà certamente danni sui mercati. In compenso, borse e bond hanno già dimostrato la propensione a riporre nel cassetto la questione ucraina non appena questa appaia stabilizzata, anche se su livelli crescenti di tensione.

E poi c'è sempre il bazooka, l'arma strategica del Qe europeo. Come ha dimostrato l'esperienza dell'Omt, che siano solo parole o che alla disponibilità teorica seguano i fatti, l'afrodisiaco funziona comunque.

Evitando qualsiasi esagerazione rimaniamo sovrapesati di azionario fino a quota 1900. Con molta attenzione agli sviluppi sul fronte orientale.

Buona Pasqua a tutti.

(Nella foto: Donetsk. Lo stadio)
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