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Lunedì 23 Settembre 2019, ore 06.42
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Politica , Economia ed Accademia al crocevia della Storia

Fabrizio Pezzani
Fabrizio Pezzani
Professore ordinario di Economia Aziendale presso l'Università L. Bocconi. E' autore di libri e pubblicazioni sui temi di governance e controllo delle amministrazioni pubbliche e private e delle relazioni tra economia, etica e società.
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Il premio, come aveva ammonito Von Hayek, avrebbe contribuito,però, a modificare il "dna" dell'economia trapiantandola nel mondo delle scienze esatte; il passaggio ha trasformato una scienza strumentale in scienza finalistica in grado di definire un concetto di "benessere" della società in modo completamente diverso ed asimmetrico da quello che pensava Alfred Nobel. Il contesto culturale creatosi ha contribuito a modificare i valori dominanti nelle società ed accelerare un processo di progressiva decadenza culturale.Dalla fine degli anni sessanta la consegna dei premi in letteratura, in economia e nella pace, i tre premi in cui sono più palesi le contraddizioni,le anomalie sono diventate più evidenti assecondando un modello culturale ed i suoi interessi che ci hanno portato alla vera crisi del nostro tempo,quella antropologica che continuiamo a non volere vedere.

Dal 1969, primo premio in economia, gli studiosi statunitensi hanno fatto la parte del leone, nei 44 anni di assegnazione dei Nobel in Assegnazione del premio Nobeleconomia hanno conseguito, uno o più di uno di loro, per 41 volte il premio: una monocultura senza contradditorio e variazioni di sorta con 41 volte su 44; solo in tre anni non hanno vinto: nel 1969, nel 1974 e nel 1988. La tendenza si è accentuata dopo la caduta del muro di Berlino quando i premi sono piovuti sugli studiosi di finanza che definivano i mercati finanziari razionali ed esatti senza possibilità di errore. La finanza è diventata una sorta di arma egemone al di sopra degli stati in grado di esercitare pressione sulle politiche dei singoli stati e sulle scelte globali. E' stata creata una ricchezza senza stati e stati senza ricchezza ed un modello di società individualista e conflittuale in cui il senso morale è stato asservito all'interesse personale; il più forte comanda. Ma l'anima di questo modello culturale è in grado di ispirare sentimenti come la bontà, l'altruismo, la solidarietà, il rispetto dell'umano, insomma quella spinta ideale voluta da Alfred Nobel?

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