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Giovedì 22 Agosto 2019, ore 00.27
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Eutanasia dell’investitore senza utilità

Quali sono state le conseguenze economiche dei tassi di interesse ultra-bassi?

Francesco Caruso
Francesco Caruso
Master in Financial Technical Analysis, vincitore di SIAT Award 2011
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In effetti, non è stata necessaria alcuna rivoluzione. I tassi di interesse sono costantemente diminuiti nel corso degli ultimi 30 anni. Tuttavia, l'ultima (ultima?) fase di questo declino è stata in gran parte dovuta a un intervento senza precedenti da parte delle banche centrali più importanti del mondo, sotto forma di tassi di interesse estremamente bassi e successivi cicli di quantitative easing, in cui sono stati acquistati migliaia di miliardi in titoli statali. Di conseguenza, il capitale è stato screditato davvero. A questo punto ci sono quasi € 3'000'000'000'000 di controvalore di obbligazioni europee che hanno rendimenti negativi. Se fosse vivo oggi, Keynes senza dubbio applaudirebbe tutto questo e darebbe il cinque ai suoi seguaci della banca centrale. Ma l'investitore? Cosa è logico che faccia? Cosa può fare?

Come investitori, siamo essenzialmente abituati a comperare. Di conseguenza, prima di comperare cerchiamo di comprendere che rapporto rendimento/rischio ha ciò che intendiamo acquistare, esattamente come si valuta l'opportunità o meno di un qualsiasi acquisto o di una qualsiasi spesa in relazione al prezzo. I tassi così bassi hanno tuttavia avuto un interessante effetto collaterale: hanno rovinato la cultura del rischio, perché l'idea della perpetuazione (intesa in termini soggettivi di orizzonte temporale di qualche anno) dei tassi zero e l'apparente garanzia di un'entità superiore, rendono di fatto interessante tutto. Ci dimentichiamo che l'obbligazione non è altro che un prestito, che il prestatore (chi ha il capitale) fa all'emittente (chi chiede il prestito) in cambio di un reddito (interesse).

EscherIl tasso di interesse di un'obbligazione è dato da due elementi: ciò che viene pagato per il rischio di tasso e ciò che vien pagato per il rischio di credito. In sostanza: più è a lunga scadenza l'obbligazione, più deve rendere; più è incerta la solvibilità del debitore, più deve rendere. Un'obbligazione che rende zero o che ha un rendimento negativo è quindi un puro nonsenso, un concetto simile alle scale di Escher: perché devo prestare soldi a qualcuno che (oltre ad avere comunque una minima possibilità statistica di rischio di diventare insolvente e a farmi correre comunque un rischio liquidità in caso di crisi di mercato) non mi paga nessun interesse? O addirittura lo devo pagare io (tassi negativi)? E' chiaramente meglio tenerli fermi e disponibili.

Ciò che non rende niente non vale niente: e se non vale niente bisogna venderlo perché scenda di prezzo e ritrovi un equilibrio di valore. Il reddito di un asset finanziario è un dato certo: in un determinato momento, che chiamiamo t(0), il reddito è ciò che viene pagato dal sottostante sotto forma di cedola o, nel caso delle azioni, dagli utili (che vengono parzialmente distribuiti sotto forma di dividendo).
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