Sabato 11 Luglio 2020, ore 16.06
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Dall'Albania allo Zambia

Emergenti per tutti e per nessuno

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Cominciamo con qualche classificazione inusuale. La prima domanda da porsi quando si comprano dei bond è se il paese che li ha emessi esisterà ancora fra cinque o dieci anni. In questi giorni, complice la leggera euforia dei mercati, sono state lanciate emissioni di bond in dollari di Giordania e Libano. Anche l'Iraq è sul mercato da molti anni. Si tratta però di tre paesi che non esistevano prima del 1916 e chi ha visto Lawrence d'Arabia ricorderà la scena in cui in cui l'idealista Peter O'Toole assiste allibito al cinismo con cui tre vecchi signori, il diplomatico inglese Sykes, il francese Picot e il principe della casa di Saud li creano dal nulla. La geografia di Sykes-Picot è però fortemente contestata dall'Isis, che come è noto estende i suoi dubbi anche alla legittimità della casa di Saud e della Siria. È vero, Giordania e Libano hanno conti abbastanza in ordine e godono di protezioni internazionali. L'Iraq, dal canto suo, galleggia sul petrolio più a buon mercato del pianeta e sarà competitivo anche con il greggio a 20 dollari. Però, insomma, ci siamo capiti. Chi compra questa carta deve anche abbonarsi a qualche rivista di studi mediorientali e seguire con la massima attenzione quello che succede.

La carta originale su cui Sykes e Picot disegnarono i confini dei nuovi stati postottomaniCome dicevamo, l'Arabia Saudita è un grande finanziatore del Libano, ma aiuta molto anche l'Egitto, che ha in giro alcuni bond in dollari. L'Arabia è però a sua volta destinata a un rapido deterioramento dei suoi conti, visto che spende come prima incassando la metà dal suo petrolio. La vedremo sempre più spesso sui mercati a chiedere soldi. Per adesso il rischio è poco, ma è poco anche il rendimento.

Come si vede, la seconda domanda da porsi è se il paese che si va comprare, indipendentemente dai suoi conti, è protetto da qualcuno più forte di lui. A parte Cina e Russia, che ogni tanto aiutano qualche paese sudamericano in cambio di petrolio, gli unici veri lord protettori sono gli Stati Uniti e l'Europa, sia in prima persona sia tramite il Fondo Monetario. Ecco quindi la categoria dei paesi in rianimazione per volontà politica altrui. In questa lista è ospite fisso il Pakistan. Ospite ormai abituale è anche l'Ucraina, che gode di straordinarie attenzioni americane in funzione antirussa. Grecia e Cipro sono invece nella sala di rianimazione europea. Sono paesi interessanti per chi investe, soprattutto nelle fasi immediatamente successive alle periodiche ristrutturazioni del debito. Dopodiché, liberi tutti.

Le zone d'influenza dell'accordo Sykes-Picot. Blu la Francia, rosso la Gran Bretagna, verde la RussiaUna terza domanda da farsi è se il paese in cui si pensa di investire è segnalato o meno nelle guide per il turismo finanziario e se è meta di flussi di denaro internazionale che arrivano e se ne vanno con la rapidità di uno stormo di uccelli. Se si vuole fare trading è ovviamente meglio seguire i grandi flussi (sperando di fare in tempo a uscire prima dei riflussi). Se si vuole rendimento è meglio invece considerare (ma non necessariamente comprare) emittenti esotici come Bielorussia, Etiopia, Armenia, Congo, Mongolia o Vietnam, poco liquidi ma più tranquilli.
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