Teleborsa utilizza cookie, anche di terze parti, e tecnologie simili per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione del sito. Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta la nostra Informativa sui cookie.
Chiudendo questa notifica dichiari di aver preso visione e di ACCETTARE LA PRIVACY E I COOKIE DI TELEBORSA.

 
Martedì 18 Febbraio 2020, ore 18.48
Azioni Milano
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Terra incognita

Opportunità e rischi del populismo globale

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
« 1 2 3 4 »

Il rialzo dei tassi tenderà a rafforzare il dollaro. Per bilanciare questo effetto Trump metterà dazi selettivi, come del resto ha già fatto Obama, e colpirà il dumping cinese. Verrà sicuramente messo un dazio sulle reimportazioni dall'estero effettuate dalle società americane che delocalizzano. Ci sarà in questo una certa volontà punitiva, peraltro non molto diversa da quella che abbiamo visto in azione negli ultimi mesi nei confronti delle società americane che hanno fatto la cosiddetta inversione fiscale domiciliandosi all'estero.

Joao Goulart, il populismo brasiliano degli anni SessantaPer i paesi emergenti gli effetti saranno tanto positivi quanto negativi. Le borse resteranno interessanti, ma bond e valute resteranno sotto pressione. Avere valute più deboli darà d'altra parte impulso alla loro crescita, favorendo ancora una volta le borse locali. La Cina verrà indotta a riconvertirsi più velocemente ai consumi interni, una buona cosa. Il Messico è già stato punito fin troppo dai mercati. La Russia trarrà grandi benefici dal nuovo quadro geopolitico ed è quindi da inserire nei portafogli.

Anche senza essere ottimisti come Marc Faber, alcune materie prime legate alle infrastrutture, in grande rilancio in tutto il mondo, torneranno interessanti. L'acciaio godrà di un ambiente migliore, anche grazie ai dazi. Le fonti di energia subiranno invece uno shock da offerta. Deregolare la produzione, il trasporto, la trasformazione e il consumo in un paese come l'America, ricchissima di qualsiasi fonte energetica si possa immaginare, significherà avere prezzi più bassi lungo tutta la filiera. Per le società americane lo shock sarà attutito dai minori oneri regolatori e dall'aumento dei volumi. Auguri ai produttori mediorientali.

L'Europa trarrà beneficio dal dollaro forte e dalla maggiore crescita americana (qualche decimale, niente di travolgente, ma tutto fa). La Bce, in dicembre, rinnoverà il Quantitative easing per sei o nove mesi, ma sullo sfondo si intravede qualche forma di tapering e la fine dei tassi negativi. Sul piano politico l'effetto Trump non sarà necessariamente di impulso a una ulteriore disgregazione dell'Unione.
« 1 2 3 4 »
Altri Top Mind
Commenti
Nessun commento presente.
Per inserire stili HTML nel commento seleziona una parola o una frase e fai click sull'icona corrispondente.