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Lunedì 6 Aprile 2020, ore 06.14
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L’ipocrisia degli economisti USA anti-Trump

Economisti USA, una settimana prima delle elezioni, fanno pubblicare una lettera contro Trump, espressione evidente della supponenza di chi ha contribuito a creare la crisi, ma si ritiene detentore della verità rifiutando ogni confronto

Fabrizio Pezzani
Fabrizio Pezzani
Professore ordinario di Economia Aziendale presso l'Università L. Bocconi. E' autore di libri e pubblicazioni sui temi di governance e controllo delle amministrazioni pubbliche e private e delle relazioni tra economia, etica e società.
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La trasfigurazione dell'economia in finanza e da scienza sociale e morale in scienza esatta avviene in un arco temporale preciso come mostrano le evidenze empiriche ed i grafici relativi e cioè tra il 1971 ed il 1975 quando Nixon dichiara finita la convertibilità della carta moneta in un bene reale, nella fattispecie l'oro. Da quel momento la separazione tra la carta moneta ed un suo controvalore reale segna l'inizio della finanza mitologica e la definitiva trasformazione di una scienza sociale come l'economia in una scienza esatta. La carta-moneta e la finanza diventando riproducibili all'infinito assumono il ruolo di verità incontrovertibile e dominano il mondo reale che essendo limitato e misurabile non è assolutamente compatibile. L'evidenza delle logica e dei fatti sono perdenti di fronte ad interessi che arriveranno a pensare di usare la finanza come arma egemonica e predatoria della società, dell'uguaglianza, della libertà e della felicità.

NixonIl resto fino ai giorni nostri è solo un percorso di conferma di quelle ipotesi totalmente infondate e così la finanza infinita senza contropartite reali può diventare razionale ed essere studiata con lo stesso abito mentale di chi studia le scienze esatte e positive. In queste però le relazioni tra causa ed effetto sono indipendenti dalla natura umana e dalla sua emozionalità, ma nell'economia sono fondamentali per capirne l'evoluzione.

Questa nuova figura di studiosi ha completamente rotto i ponti con la cultura umanistica e la realtà drammatica delle conseguenze di questa ingannevole operazione è davanti ai nostri occhi, più ci si occupa dell'economia più questa peggiora e le previsioni sugli andamenti futuri non durano nemmeno ”l'éspace d'un matin“. Non si può studiare l'economia, scienza sociale, come sosteneva Keynes in modo specialistico e senza un mix di competenze come la matematica, la storia, la filosofia, la politica; sapere passare dall'astratto al concreto e dal particolare al generale e specialmente, suggeriva, non si può non conoscere la natura umana ed il suo ruolo nell'indirizzare le società dell'uomo.

DisoccupazioneOggi gli estensori della lettera hanno contribuito a erodere il capitale sociale di un grande paese minandone alle fondamenta la sua tenuta sociale. Gli Usa sono il secondo paese al mondo per disuguaglianza, il primo per incarcerazione (gli Usa hanno il 4% della popolazione globale ed il 24% di quella carceraria al mondo!), il 30% del debito mondiale globale dei paesi è loro, la disoccupazione viene mascherata dalla sottoccupazione, i salari sono costantemente ridotti con un conseguente aumento della povertà (un americano su cinque ha bisogno di un buono pasto ).

L'attività manifatturiera che genera ricchezza vera è stata delocalizzata per seguire il mantra del “creare valore per gli azionisti” ed è solo il 10% di un PIL al palo contro il 24% dei servizi e della carta moneta, il Dow Jones cresce solo grazie alla manipolazione della finanza che consente alle multinazionali di usare i loro profitti per l'acquisto di azioni proprie, potremmo andare avanti nell'elenco drammatico degli errori attuati grazie alla legittimazione di quel modello socioculturale che ha cancellato tutti preamboli della dichiarazione dei diritti fondamentali dell'uomo scritta con il sangue di due guerre nel 1948.

Questa crisi è stata generata da uomini e non da eventi naturali ed imprevedibili e molti di questi figurano tra i firmatari di una lettera che serve a loro per mantenere una legittimazione che sta venendo a mancare perché è del tutto evidente come dice Einstein: “Non si può risolvere un problema con lo stesso pensiero che l'ha creato“.

Trump si propone di mettere una toppa ai loro errori ed i consensi ricevuti dimostrano quanto l'insoddisfazione e la rabbia per i diritti fondamentali negati confidino nell'uomo da loro scelto e questa scelta va rispettata. Il nuovo presidente Trump forse potrebbe suggerire agli illustri “scienziati“ di prendersi un tempo di sabbatico funzionale ad andare a lavorare nei campi o nei magazzini di qualche azienda per provare a capire il ciclo acquisto-produzione–vendita; ritroverebbero un rapporto con il mondo reale a cui devono tornare e forse potrebbero anche capire il senso della vita dell'uomo e della sua essenziale emozionalità.

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