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Mercoledì 17 Ottobre 2018, ore 04.39
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Le avventure dell'inflazione

Da gas tossico a fonte di vita, per il momento

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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La storia è sempre scritta dai vincitori. Biologicamente, i vincitori siamo noi che respiriamo ossigeno e che cantiamo le lodi delle foreste verdeggianti che lo producono. Gaia ci appare viva e meravigliosa.

Per i vinti, Gaia era bella fino a due miliardi e mezzo di anni fa. I vinti avevano popolato il pianeta per un miliardo e mezzo di anni e condotto le loro esistenze tranquille metabolizzando energia attraverso la fermentazione, resa a sua volta possibile dal monossido di carbonio, dai solfati, dal mercurio, dai nitrati. Per i vinti l'ossigeno era altamente tossico. Purtroppo per loro all'alba del Proterozoico questo terribile gas iniziò a diffondersi. La Grande Ossidazione, come viene ricordata oggi, è la più grande catastrofe che si ricordi nella storia della vita. Recentemente si sono scoperti in fondo agli oceani, rifugiati in profondità abissali in zone vulcaniche, i pochi superstiti anaerobici di quella strage. Per loro Gaia è diventata un inferno.

L'inflazione è stata fino al 2008 un gas tossico esiziale per la maggior parte delle forme di vita economica. In condizioni naturali non alterate la tendenza storica dei prezzi è stata del resto di lento ribasso. L'inflazione si è prodotta tipicamente solo in tempo di guerra quando gli stati, oltre a tassare e contrarre debiti, hanno pagato armi e soldati con moneta con valore nominale più alto del valore intrinseco. Ci sono state due eccezioni a questa regola. La prima si è verificata quando improvvise scoperte di oro, come nella seconda metà del Cinquecento in America e nell'ultimo decennio dell'Ottocento nel Transvaal, hanno provocato un rialzo dei prezzi. La seconda quando gli stati, anche in tempo di pace, hanno pensato bene di finanziare i disavanzi fiscali attraverso la stampa di carta moneta. Gli esempi recenti più rilevanti sono Zimbabwe e Argentina, ma la pratica risale alla notte dei tempi.

Dal 2008 il gas tossico si è trasformato in ossigeno benefico. Non per i consumatori e i risparmiatori tranquilli, che continuano a pensare all'antica e a detestare l'inflazione, ma per le banche centrali, i governi, l'accademia. In un mondo indebitato fino al collo un'inflazione pari o superiore al due per cento accompagnata da tassi reali negativi trasferisce ricchezza dai creditori ai debitori e mantiene questi ultimi in vita anche se sono inefficienti.

L'azionario e l'obbligazionario non amano l'inflazione in sé. L'esperienza degli anni Settanta è lì a ricordarci che i bond soffrono pene indicibili e l'equity sta a malapena a galla in termini reali quando la crescita dei prezzi supera un certo livello. Quella che bond e equity amano oggi è una condizione molto particolare in cui l'inflazione non è troppo bassa (sarebbe un segno di debolezza dell'economia) ma resta sotto l'obiettivo del due per cento. In questo modo le banche centrali sono indotte a mantenere i tassi reali negativi e quelli nominali bassi, permettendo a bond e azioni di prosperare.
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