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Lunedì 16 Dicembre 2019, ore 11.41
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Presidente Pence

Come reagirebbero i mercati alle dimissioni di Trump

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Marzo 2020. In una giornata fredda e umida Mike Pence giura come 46esimo presidente degli Stati Uniti. Il suo discorso di inaugurazione è visibilmente teso a trasmettere due messaggi. Da una parte è ben chiara la rivendicazione delle scelte condivise con Trump nei tre anni precedenti, in particolare il taglio delle tasse, la deregulation, il rafforzamento dell'apparato militare, lo sforzo per ripristinare il primato americano nel mondo. Dall'altra c'è uno sforzo sottile ma evidente di comunicare la discontinuità antropologica, il cambiamento di stile, il rispetto della costituzione e il desiderio di ricostruire una terza via repubblicana alla Eisenhower, ben distinta dal neoconservatorismo di Bush e dal populismo divisivo di Trump.

Pence è fortemente sostenuto dalla parte repubblicana del Deep State, è accettato dai magnati di Wall Street che temono la Warren, è avversato come Trump (e forse anche di più) dal mondo del politically correct, ma questa avversione è fredda e molto meno emotiva di quella di cui era stato oggetto Trump.

Pence fatica a riempire gli stadi di sostenitori. La metà di quelli che vanno ad ascoltarlo vuole in realtà rendere omaggio a Trump, non a lui. Non fa niente, perché la base trumpiana, per vendicarsi, andrà tutta a votare per lui fra otto mesi. Sulla carta Pence potrà recuperare una parte dell'elettorato femminile bianco suburbano, il grande punto debole dell'abrasivo Trump, ma sarà una battaglia molto difficile se dall'altra parte ci sarà la Warren.

L'impeachment di Trump era partito molto debole. I capi d'accusa iniziali erano di scarsa consistenza, più un impeachment in cerca di una causa che viceversa. I mercati avevano mostrato qualche preoccupazione, ma Trump li aveva prontamente sostenuti addolcendo i toni verso la Cina e mostrandosi più disponibile verso un accordo. Così facendo, tuttavia, Trump aveva mostrato una debolezza inaccettabile in un personaggio che era solito presentarsi come maschio alfa e aveva dato lo spunto alla Warren, per l'occasione divenuta profondamente anticinese, per attaccarlo da destra. La Warren era del resto subito apparsa la vera beneficiaria della crisi, dal momento che Biden si indeboliva ogni volta che, parlando di impeachment, si finiva con il parlare di Ucraina.
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