Sabato 11 Luglio 2020, ore 16.15
Azioni Milano
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Il perno

Tassi, solo tassi, il resto è contorno

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
« 1 2 3 »

Poiché dunque non possiamo fare a meno delle correlazioni, anche perché altrimenti non ci rimane molto altro da fare, proviamo a vedere quelle che hanno funzionato nell'ultimo anno. Lo scopo dell'esercizio è di vedere che cosa spiega il grande rialzo degli asset finanziari in questi 12 mesi e che cosa, cambiando, potrebbe eventualmente interromperlo (o provocare un ribasso) nel prossimo anno.

Cominciamo con la crescita economica, seguita ogni giorno da migliaia di economisti di mercato con l'idea che più crescita significa, tra l'altro, buone cose per le borse. Bene, un anno fa a quest'epoca l'economia americana cresceva a una velocità annualizzata del 3 per cento. In questo nostro quarto trimestre 2019, secondo le prime stime della Fed di New York e di quella di Atlanta, ci siamo ridotti all'1 per cento, in continuo calo dall'inizio dell'anno. Quanto a Europa e Asia, la crescita era modesta un anno fa e modesta rimane oggi.

La crescita, dunque, non spiega il rialzo azionario, anche perché, oltre che bassa, è stata al di sotto delle previsioni. Stesso discorso per gli utili per azione, oggi più bassi del 2.4 per cento, in America, rispetto a un anno fa e leggermente più deboli anche in Europa.

Sono allora Brexit e i negoziati tra Cina e Stati Uniti, con i loro alti e bassi e i continui colpi di scena, a spiegare il mercato? Certo, l'andamento nevrotico delle trattative commerciali ha avuto ripercussioni evidenti sulle borse. Nelle fasi di tensione e quasi rottura, come nell'agosto di quest'anno, i mercati sono scesi velocemente, salvo riprendersi con altrettanta rapidità quando le trattative sono riprese. Ogni volta, però, i movimenti legati ai negoziati sono stati dell'ordine del 3-5 per cento, mai di più. In pratica, spiegano solo una piccola parte di quel 31.5 per cento di rialzo vissuto da Wall Street da Natale a oggi.

Solo i tassi, dunque, possono spiegare (o giustificare, se preferite) il rialzo monstre di quest'anno. Ricordiamo che un anno fa, in America, era frequente sentire previsioni di tassi sopra il 4 (Jamie Dimon) o addirittura in avvicinamento al 6 (Jeffrey Gundlach). Era la Fed stessa, del resto, a prevedere tre rialzi tra il 2019 e il 2021. Non bastasse, la Fed era lanciata a grande velocità nel Quantitative Tightening, che avrebbe dovuto terminare nel 2021 prima di essere precipitosamente interrotto e sostituito con un nuovo Quantitative easing un mese fa.
« 1 2 3 »
Altri Top Mind
Commenti
Nessun commento presente.
Per inserire stili HTML nel commento seleziona una parola o una frase e fai click sull'icona corrispondente.