Venerdì 7 Agosto 2020, ore 22.41
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We, the people

Buy back al tramonto, arriva un nuovo compratore

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Come sta andando la pandemia? Volendo fare un primo bilancio notiamo che in paesi come Taiwan, dove la reazione del governo e della popolazione è stata fin dal primo momento impeccabile, Covid non si è praticamente fatto vedere. All'estremo opposto, paesi come il Brasile, che hanno assunto un atteggiamento negazionista simile a quello che il Sud Africa adottò con l'Hiv negli anni Novanta e Duemila, l'epidemia è in pieno corso e ha un'intensità superiore (anche se non di molto) rispetto alla media globale.

Reagire in modo intelligente, dunque, serve e ha conseguenze positive sia sul piano della salute pubblica sia su quello degli effetti sull'economia.

Dove le cose si complicano e diventano di difficile lettura è in quasi tutti gli altri paesi. Di fronte a un'ampia dispersione di scelte (lockdown limitato o totale, sua adozione anticipata o ritardata, ritorno alla normalità già iniziato da quasi un mese come in alcuni stati repubblicani americani o rinviato a luglio come in California, tracciamento ampio o contenuto) non si ravvisa una dispersione altrettanto ampia nelle cifre dei contagi e delle vittime. In più, dove c'è una certa dispersione, non è chiaro che cosa ne sia causa. La Svezia, come è noto, ha evitato le misure di confinamento e si ritrova con una seroprevalenza simile a quella italiana e spagnola e, ancora più interessante, con un numero di decessi in rapporto alla popolazione che è meno della metà di quello di Italia, Francia e Spagna. Ancora, gli stati americani che hanno riaperto un mese fa quando i contagi stavano ancora salendo hanno avuto fino a oggi un andamento simile a quello degli altri ancora chiusi.

Questo può significare che l'epidemia ha un andamento suo, ma può anche volere dire che il confinamento ha anch'esso i suoi limiti. Vista la tendenza irrefrenabile degli umani a socializzare e visto che il virus si diffonde più al chiuso che all'aperto, le chiacchiere sul pianerottolo possono essere più pericolose di quelle al parco. D'altra parte la Svezia dimostra che responsabilizzare i singoli in alcuni contesti funziona bene, mentre in altri funziona poco.
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