Mercoledì 27 Gennaio 2021, ore 02.42
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Debito

È troppo o è troppo poco?

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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"Sommario delle previsioni delle case di ricerca per il 2021. SP 500 in rialzo del 10- 15 per cento. Treasury decennale tra 1 e 1.50. Dollaro più basso. Inflazione più alta. Le banche centrali faranno in modo che non succeda niente di brutto. Vi abbiamo risparmiato la lettura di 10mila pagine".



Con il suo consueto atteggiamento irriverente e polemico, Zerohedge sintetizza così, su Twitter, l'ultima edizione di quella sorta di almanacchi dell'anno venturo che le grandi case pubblicano tradizionalmente tra la fine di novembre e l' inizio di dicembre. Si tratta in effetti spesso, come abbiamo avuto modo di scrivere negli anni passati, di sontuose strenne che, più che descrivere il futuro, fotografano (in genere molto bene) il presente. Quando il futuro arriva sul serio, già nei primi giorni di gennaio, queste pubblicazioni appaiono quasi immediatamente sbiadite e superate.

Quest'anno però è diverso, per due motivi. Il primo è che le previsioni sono praticamente le stesse per tutti. Di solito, se non altro per farsi notare, c'è sempre qualcuno che osa cantare fuori dal coro. Altri, sempre per conquistare l'attenzione del povero lettore frastornato, producono stime dai colori forti, tutte negative o tutte positive. Questa volta invece siamo tutti allineati e non a caso. In una logica emergenziale, da cui non si riesce a uscire, i mercati sono ormai un braccio esecutivo delle politiche monetarie e per discostarsi dal percorso indicato occorre pensare che queste politiche falliranno o provocheranno effetti collaterali particolarmente spiacevoli. Questo è sempre possibile, naturalmente, ma lo è molto meno nel primo anno di una ripresa ciclica, quando le priorità sono chiare e la volontà di realizzarle è forte. Se poi il primo anno di ripresa ciclica viene a coincidere con il primo anno di una nuova amministrazione americana, tutto diventa ancora più semplice. Tutte le amministrazioni partono di slancio e realizzano nel primo anno più di quello che riusciranno a fare nei tre anni successivi. È il tempo della luna di miele.
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