Lunedì 8 Marzo 2021, ore 04.31
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Inflazione

Sta arrivando. Stare calmi, ma non troppo

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Studi della Banca dei Regolamenti Internazionali e del Fondo Monetario condotti negli ultimi anni sono arrivati alla conclusione che è interessante e promettente l'idea di seguire quante volte il termine "inflazione" viene cercato su Google per capire lo stato di preoccupazione del pubblico sull'andamento dei prezzi.

Dal nostro osservatorio constatiamo una progressione continua, a partire dall'inizio dell'anno, di commenti e studi di mercato su questo tema e tutto fa pensare che, nei prossimi due mesi, l'inflazione contenderà alla pandemia il primo posto nell'attenzione degli investitori. Tempo due mesi, infatti, e l'inflazione americana anno su anno potrebbe superare il tre per cento, mentre non manca chi ipotizza addirittura che ci si possa avvicinare al quattro. E non si tratta di un fenomeno circoscritto agli Stati Uniti se il governatore della Bundesbank Jens Weidmann ci avverte che l'inflazione tedesca, alla fine del 2021, sarà sopra il tre per cento. Solo la Cina, al momento, sembra andare controcorrente e ha l'inflazione a zero per effetto della deflazione nei servizi e della fine del grande rialzo degli alimentari dovuto alla peste suina degli anni scorsi.



Se fossimo negli anni Novanta o Duemila una ripresa dell'inflazione dopo una recessione apparirebbe scontata. Altrettanto scontato apparirebbe l'avvio di una normalizzazione monetaria entro sei-nove mesi dal punto più basso del ciclo economico. Siamo però negli anni Venti e da molti anni ci siamo dimenticati dell'inflazione come problema, non l'abbiamo più guardata e, soprattutto, non l'abbiamo più inclusa nei calcoli di performance reale dei nostri portafogli. Abbiamo insomma perso l'abitudine di calcolare tutto due volte, la prima a livello nominale e la seconda a livello reale, cosa invece normale in tutti i paesi e in tutte le epoche che sperimentano prezzi in movimento e in cui, proprio per questo, tutti imparano a fare di conto molto velocemente, sviluppano una cultura finanziaria più sofisticata (ragionando spesso in due valute, quella locale e il dollaro) e compensano l'ansia da complessità con un minore rischio di Alzheimer perché devono fare conti dalla mattina alla sera.
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