Venerdì 14 Maggio 2021, ore 11.52
Azioni Milano
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Il portafoglio regolato

Dirigismo e mercati, adattarsi senza appiattirsi

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
1 2 3 4 »
Il capitalismo si è sempre vissuto come espressione della libertà nella sfera dell'economico. Come tale si è sempre contrapposto, esplicitamente o implicitamente, allo strapotere dello stato. Questa contrapposizione è stata di principio (proprietà privata e libera iniziativa come diritti naturali) ma si è sempre accompagnata con l'idea che il privato massimizza l'efficienza mentre il pubblico distrugge valore. Anche i critici e gli avversari hanno identificato il capitalismo con la libertà, dando però alla libertà una connotazione negativa. Si è parlato allora di capitalismo selvaggio, di libertà di sfruttamento, di proprietà come furto e di stato non più soggetto politico ma comitato d'affari della borghesia.

In realtà, storicamente, il capitalismo non è mai stato particolarmente libero e ha sempre dovuto confrontarsi con lo stato e con le parti sociali. Ha seguito lo stato nelle politiche di riarmo, nelle guerre e nelle conquiste coloniali. Ha cercato commesse pubbliche in qualsiasi settore e per averle ha sempre finito con l'allinearsi politicamente con il sovrano. Quando non lo ha fatto è stato spesso ridimensionato o schiacciato.



Inoltre il capitalismo è nato con la tara di una tensione interna verso il monopolio o l'oligopolio. Fin dalla fase iniziale, quella mercantile, le compagnie nascevano e operavano con licenza reale e mettevano a disposizione del sovrano un capitale che questo non aveva in cambio della concessione di un monopolio. Anche nei momenti in cui ha potuto agire in condizioni vicine allo stato di natura l'oligopolio ha finito con l'affermarsi o con la forza o come risultato della sovrapproduzione di offerta e del conseguente fallimento di gran parte degli operatori, come nel caso delle ferrovie inglesi di metà Ottocento.
1 2 3 4 »
Altri Top Mind
Commenti
Nessun commento presente.
Per inserire stili HTML nel commento seleziona una parola o una frase e fai click sull'icona corrispondente.