Sabato 15 Maggio 2021, ore 10.10
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Quando vendere

La possibilità di una correzione estiva

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Vendere è più difficile che comprare. L'acquisto di azioni o bond, per un investitore individuale, è legato spesso a circostanze che non hanno a che vedere con il livello dei mercati. Si investe quando si eredita una somma, quando si vende una casa o un'azienda, quando una somma risparmiata negli anni ha raggiunto una certa consistenza. Quando poi si è già costituito da tempo un portafoglio, si acquista spesso in borsa quando scade un bond. Il bond naturalmente poteva essere venduto anche prima della scadenza, magari per comprare azioni a un prezzo molto più basso di quello corrente, ma l'inerzia spinge comunque ad aspettare la fine naturale del bond.

Qualsiasi momento è buono per comprare. In qualsiasi momento dato è sempre disponibile una narrazione rialzista che giustifica l'acquisto. Anche comprare sul massimo di un ciclo non è difficile, è anzi più facile perché tutti sono ottimisti. Insomma, nella pratica, comprare non richiede la sofferenza di studiare, ragionare e prevedere. Si entra in un fiume e ci si affida alla corrente.



Vendere è molto più complicato e richiede uno sforzo intellettuale ed emotivo particolare. Quando vendere? Quanto vendere? Perché vendere?

Vendere è tirare un bilancio e darsi un voto. Comporta un confronto con sé stessi da cui discende un livello di autostima. E ci espone al giudizio non solo nel momento in cui decidiamo di vendere, ma per il resto dei nostri giorni. La storia dei soci fondatori di Apple o dei compratori della prima ora di bitcoin è costellata di esempi da leggenda di venditori impazienti. Quel bitcoin venduto per una pizza (storia vera) oggi potrebbe comprare una bella automobile. Quel socio fondatore di un'impresa tecnologica che si sentiva probabilmente intelligentissimo per avere venduto la sua quota decuplicando il capitale iniziale ha forse avuto la vita rovinata dal constatare che, se non avesse venduto, sarebbe oggi miliardario. E non avrebbe il giornalista che lo va a cercare proprio per chiedergli sadicamente come ci si sente ad avere buttato via l'occasione della vita.
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