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Giovedì 5 Agosto 2021, ore 12.27
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Il ritorno

Ipotesi sull'inflazione

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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La MMT discende dal cartalismo e si definisce neo-cartalista. Né il cartalismo né la MMT teorizzano apertamente l'inflazione, ma è connaturata in loro l'idea che la moneta, in quanto pura creatura giuridica, non ha niente di oggettivo (come invece accade nel metallismo) e può essere liberamente usata per conseguire obiettivi in ultima istanza politici. L'inflazione, e ancora di più l'iperinflazione, sono un abuso di questa libertà, che comunque rimane ampia.

Tornando ai tempi nostri, possiamo dire che l'inflazione, oltre un certo livello, è sempre temporanea. Quando questo livello viene superato, infatti, l'economia prima si indicizza e poi si dollarizza. In Argentina e in Turchia è consentito tenere conti in dollari per difendersi dall'inflazione nella valuta locale. Lo stato paga gli stipendi e accetta in pagamento le tasse nella valuta locale, ma permettendo ai residenti di detenere conti in dollari evita la fuga dei capitali. Nei paesi in cui detenere dollari è illegale, il dollaro è comunque misura di valore. Se vendo una casa in Venezuela, dove l'inflazione in bolivares è del 50 per cento al mese, il prezzo è fissato in dollari. Se verrò pagato tra un anno, il compratore mi darà valuta locale al cambio col dollaro del momento in cui salderà il debito. L'inflazione esiste quindi solo nella valuta locale. In dollari l'inflazione non esiste e ci può anche essere deflazione se l'economia, come generalmente accade nelle fasi di iperinflazione, è in recessione.



Il fatto che l'inflazione sia temporanea non significa però che sia innocua. In queste settimane circola molto l'idea dell'onda anomala di breve durata, passata la quale il mare ritornerà tranquillo. Tutto a posto, quindi, e non facciamoci distrarre dal 4.2 per cento di inflazione americana anno su anno. Se però anche avessimo la certezza che nei prossimi 12 mesi l'inflazione scenderà, poniamo, al 3, in capo a due anni avremo comunque perso, sui dollari, il 7 per cento del potere d'acquisto. E sarà un 7 per cento perso per sempre, impossibile da recuperare a meno che, negli anni successivi, i prezzi non scendano in valore assoluto di altrettanto.

Chi investe dovrà anche tenere conto della tenaglia costituita dall'effetto combinato dell'inflazione da una parte e dell'aumento dell'imposizione sui capital gain in discussione in molti paesi. Con un'inflazione al 5 e un'imposta complessiva al 50 si dovrebbe fare rendere il portafoglio del 10 per cento all'anno solo per mantenerne invariato il potere d'acquisto.
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