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Contraddizioni

Attenzione a quello che si desidera

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Il biologo francese Henri Laborit amava sostenere che le credenze che orientano la vita degli esseri umani sono un'accozzaglia disordinata di frasi fatte e di luoghi comuni senza coerenza e di scarso valore. Senza arrivare a tanto, possiamo comunque ben dire che all'interno delle visioni del mondo più diffuse ci sono spesso tensioni tra valori e credenze che dovrebbero appartenere al medesimo campo ideologico. In una fase di transizione come questa, dal neoliberalismo del quarantennio passato al nuovo New Deal che è già presente nelle nostre vite, questa confusione non può che crescere. Ne citiamo quattro esempi che spaziano tra l'ideologia progressive, quella verde, quella liberale e quella conservatrice. Sono tutti esempi che hanno conseguenze dirette sui mercati.

Il primo, in campo progressive, riguarda la tensione tra le nuove politiche del lavoro e le politiche dell'immigrazione. L'amministrazione Biden, in questi giorni, sta proponendo la sua visione di un drammatico capovolgimento dei rapporti di forza tra capitale e lavoro. Vogliamo ritornare, ci viene detto, a quel mondo pre-1980 in cui non era la forza lavoro a vagare affannosamente alla ricerca di un impiego per il quale svendersi, ma erano al contrario le imprese a contendersi le risorse umane. Erano i tempi in cui si andavano a cercare i giovani nelle scuole ancora prima che finissero gli studi, in cui i benefit erano generosi e in cui le imprese si strappavano le persone l'una dall'altra offrendo significativi aumenti di stipendio. Erano anche tempi in cui i sindacati erano forti, grazie al pieno impiego, e in cui questa forza si traduceva in una difesa della dignità del lavoro.



Al tempo stesso l'amministrazione Biden ha riaperto le frontiere all'immigrazione, mentre da Silicon Valley si preme affinché le porte vengano aperte ancora di più. In questa scelta c'è un insieme di pulsioni umanitarie, di ideologia (ponti, non muri), di calcolo politico (gli immigrati votano per chi li lascia entrare) e di calcolo economico (gli immigrati abbassano il costo del lavoro). Proprio quest'ultimo aspetto è però in contraddizione con l'obiettivo di un mercato del lavoro più rigido e di retribuzioni più elevate. Quello che ne esce in pratica, in questo momento, è un quadro contorto di porte semiaperte e di campi di accoglienza strapieni da una parte e di funzionari e legislatori americani che girano il Centroamerica per indurlo a trattenere in tutti i modi gli aspiranti emigranti. La questione diventerà ancora più acuta dopo la fine della pandemia, che finora ha frenato i migranti e offerto un motivo agli Stati Uniti per trattenerli alla frontiera.
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