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Venerdì 24 Settembre 2021, ore 10.46
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Mercati impegnativi

La navigazione si fa più complicata

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Due temi, uno maggiore e uno minore, hanno dominato la scena dei mercati dopo che la pandemia ha aperto una fase nuova. Il primo, il maggiore, è stato il tema della ripresa e ha preso piede rapidamente a partire dall'aprile del 2020. Il secondo, il minore, è stato quello dell'eccesso di reflazione e si è aperto il 6 gennaio con la vittoria democratica in Georgia e la conseguente conquista del Senato, con la possibilità, da parte dell'amministrazione Biden, di perseguire una politica fiscale particolarmente aggressiva.



Chi si è attenuto esclusivamente al tema maggiore, la ripresa, ha comprato la borsa (senza distinguere troppo tra crescita e valore) ed ha assunto qualche posizione al rialzo sulle materie prime, senza esagerare. Quanto ai bond, si è limitato ad accorciare la duration e a privilegiare i crediti rispetto ai governativi. Chi ha seguito questo copione classico e collaudato ha avuto fino a oggi grandi soddisfazioni non solo perché ha visto crescere il valore del suo portafoglio, ma anche perché ha potuto dormire la notte abbastanza tranquillo per tutti questi mesi. Alla fine ha guadagnato su tutto e la volatilità sui bond e sulle materie prime non lo ha danneggiato, perché comunque i bond governativi si trovano oggi (come prezzo) sotto i livelli di un anno fa, mentre tutte le materie prime si trovano sopra.

Chi ha invece messo da parte il tema maggiore della ripresa per concentrarsi a partire da gennaio sui possibili eccessi della reflazione ha immaginato la trasformazione immediata dell'America in una replica di quella degli anni Settanta, dominata questa volta intellettualmente dalla Modern Monetary Theory. Su questa base ha comperato aggressivamente tutte le materie prime quando queste, nel 2020, erano già tutte salite molto. Poi si è messo al ribasso sul dollaro contro qualsiasi altra valuta, incluso l'euro. Infine si è messo al ribasso sui governativi.
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