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Brave New World

La repressione finanziaria tra utopia e distopia

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Brave New World, che Aldous Huxley pubblicò nel 1932, è spesso accostato a 1984 di Orwell come descrizione distopica del socialismo reale. Ludwig von Mises, tra gli altri, lodò Huxley per il suo coraggio nel fare oggetto della sua ironia sardonica il sogno del paradiso socialista.

Ci sono però differenze importanti. Orwell ha in mente il socialismo staliniano, Huxley il fordismo americano. In 1984 il potere si impossessa del passato e ne riscrive continuamente la storia, mentre per il potere di Brave New World il passato è irrilevante e va ignorato. La società di Orwell è fondata sulla scarsità e sulla miseria, quella di Huxley è opulenta e la libertà dal bisogno non è prerogativa dell'élite degli Alfa ma è goduta da tutte le classi sociali, inclusi gli Epsilon. Il fordismo, del resto, predicava il capitalismo dell'abbondanza per tutti in contrapposizione al capitalismo manchesteriano-dickensiano del secolo precedente.



Se Huxley scrivesse oggi, l'oggetto delle sue riflessioni, forse, sarebbe la Modern Monetary Theory, la nuova utopia che sembra ispirare da qualche tempo (magari più per necessità che per convinta adesione) i policy maker occidentali (ma non quelli cinesi o russi, che rimangono ortodossi). E forse a Huxley, che ammirava il georgismo, alcuni punti della MMT potrebbero anche piacere.

Diciamo che la MMT ha due anime, che cominciamo a vedere in azione sotto i nostri occhi. La prima, quella meno controversa, resta nell'ambito del capitalismo e non prevede il controllo statale dei mezzi di produzione. La grande funzione dei governi è quella di garantire un lavoro (non semplicemente un reddito, attenzione) a tutti. Per conseguire questo obiettivo la MMT, una volta cancellata ogni colpa dai concetti di debito e disavanzo pubblico, spinge al massimo la spesa pubblica. Per i disavanzi che questa crea, la soluzione è offerta dalla banca centrale, che compera senza esitare i titoli del debito pubblico non assorbiti dal mercato. L'unico vincolo è l'inflazione. Nel caso questa si manifesti, si potranno adottare misure di contenimento della domanda, preferibilmente aumentando le tasse.
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