Domenica 5 Luglio 2020, ore 19.49
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Scuola: incontro decisivo tra i sindacati e il Premier Conte per riaprire a settembre

Le proposte di Anief al tavolo con Protezione Civile, ANCI e UPI, convocato dal ministro Azzolina

"Abbiamo accolto l'appello del "primo ministro Conte" a incontrarci per riscrivere le regole per far ripartire l'Italia. Il Paese può ripartire se si riparte dalla scuola. L'incontro, presieduto dal Premier e voluto dal ministro Lucia Azzolina, con i rappresentanti delle Province, dei Comuni e della Protezione civile, è importante e noi parteciperemo ma ci aspettiamo che vengano presi degli impegni precisi". Questo il commento del presidente nazionale Anief Marcello Pacifico a poche ora dal confronto a Palazzo Chigi tra il giovane sindacato e il presidente del Consiglio al tavolo coordinato con la Protezione civile, Upi e Anci per la ripresa delle attività scolastiche a settembre.

Anief chiede "un impegno di 10 miliardi, tanti quanti sottratti alla scuola negli ultimi dieci anni in tema di organici (-150 mila posti Ata e docenti), classi pollaio (in media con più di 20 alunni contro le norme sul distanziamento sociale), precariato (+100 mila contratti termine negli ultimi cinque anni)". "Siamo convinti – afferma Pacifico – che i soldi per la scuola debbano essere presi dal Recovery Fund. Sui 172 miliardi stanziati almeno 10-12 devono essere investiti nella scuola affinché possa riaprire in sicurezza. È, infatti, necessario porre fine al problema delle classi pollaio con 30-35 alunni e mettere il limite di massimo 18 alunni per classe. Questo ci impone di andare a riprendere gli edifici dismessi e di andare a recuperare gli organici che sono stati tagliati. Dal Ministero stimano che sia necessario aumentare l'organico del 15-16%, significa 150mila persone tra docenti e personale Ata. In questo scenario è necessario assumere tutti i precari ad agosto e non fare iniziare l'anno con più di 200mila precari. Confidiamo nel buon senso del Presidente del Consiglio e nel fatto che anche in Europa si vada verso questa strada. Per questo – spiega il Presidente del sindacato – Anief partecipa anche agli incontri sulla scuola con gli altri sindacati europei all'interno della Confederazione europea dei sindacati indipendenti, perché sui tavoli della Commissione europea arrivino le stesse note. In tutta Europa bisogna ripartire in sicurezza e per questo servono risorse umane e finanziarie e tutele giuridiche del personale e dei dirigenti".

Sul fronte della sicurezza a scuola, Anief ricorda che la figura del RLST non è ad oggi presente nelle scuole: è invece necessario – sottolinea il sindacato – "introdurla, come è fondamentale che siano gli enti locali o lo Stato a dotare le scuole dei DPI, a fornire il medico competente e il personale anche per la misurazione della temperatura, a sanificare correntemente gli edifici, senza sottovalutare i fattori di rischio anche durante la presente didattica a distanza o il lavoro agile, con chiare indicazioni alle scuole che tengano conto dell'autonomia, sollevando da ogni responsabilità gli stessi capi d'istituto".

"L'obiettivo della macchina organizzativa che si occupa della tutela della salute degli alunni e del personale – conclude Pacifico – è quello di riprendere solo in presenza in condizioni che garantiscano la piena sicurezza di tutti coloro che sono presenti, a qualsiasi titolo, nelle nostre 8mila scuole. Sia in occasione, il mese prossimo, della maturità 2020, sia a settembre, quando dovrebbero rientrare tutti gli studenti e docenti".







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