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Recovery Plan, Anief presenta osservazioni in settima commisione alla Camera dei Deputati

Il sindacato della scuola Anief ha presentato oggi le sue proposte sul Recovery Plan. In particolar modo, ha presentato alla settima


commissione della Camera delle osservazioni sulla missione 2004 che riguarda appunto il settore Istruzione e Ricerca e si sviluppa su due componenti: la prima è lo sviluppo delle competenze e il diritto allo studio, la seconda l'avvicinamento del mondo della ricerca al mondo dell'impresa e quindi percorsi universitari, classe di laurea, reclutamento ricercatori e finanziamento progetti.

"Abbiamo presentato - spiega il Presidente del sindacato Marcello Pacifico - delle osservazioni specifiche per rimuovere tutti quegli ostacoli che poi possono far fallire sia le politiche di investimento, ben 28 miliardi che sono presenti nel Recovery Plan, sia i 24 progetti che sono collegati a questo piano".

"Uno di questi ostacoli - ricorda il sindacalista - è l'attuale definizione rigida degli organici, ben lontana dall'interesse e dalle esigenze del territorio. Tutto questo non fa che aumentare la dispersione scolastica, l'abbandono scolastico e non tiene conto del tessuto sociale ed economico che c'è in ogni luogo di produzione o di ricerca del sapere. L'altro grande tema è la precarietà. Purtroppo, abbiamo una scuola precaria, un'università precaria, un'alta formazione coreutica e musicale precaria e dei ricercatori che sono precari per eccellenza, perché non sono neanche nei ruoli a tempo indeterminato".

"Tutto questo deve cambiare, deve mutare nei processi di riforma, a partire dal reclutamento, affiancando ai concorsi ordinari, che devono essere banditi periodicamente, concorsi riservati ai candidati che hanno più di 36 mesi servizio".

"Per quanto riguarda il superamento dell'abbandono scolastico - sottolinea Pacifico - occorre partire da una ridefinizione dell'obbligo, che deve iniziare dai 3 anni e portare lo Stato a garantire quest'obbligo fino ai 18-19 anni, perché altrimenti è inutile che parliamo di orientamento, di percorsi che dovrebbero portare i nostri studenti ad avvicinarsi all'istruzione terziaria, al mondo dell'università, e poi a 16 anni li abbandoniamo. E ancora, per superare quei deficit emersi dal Rapporto Ocse-Pisa nelle competenze linguistiche o logico matematiche bisogna introdurre di nuovo l'insegnamento per moduli nella scuola primaria, quando avevamo un insegnante che si occupava delle competenze logiche ed un altro delle competenze linguistiche".

"Questo però significa avere più organici, non solo legati alle esigenze specifiche di potenziamento del tempo scuola e del tempo pieno, ma organici legati al territorio. Non è più possibile assegnare lo stesso numero di insegnanti nelle scuole, ma occorre determinarlo in base al tessuto sociale ed economico in cui è inserita l'istituzione scolastica".

"Tutto questo deve essere accompagnato da una formazione permanente, che dia gli strumenti a tutti di poter operare. Abbiamo ancora oggi 200 mila precari che non hanno una card per poter fare questa formazione, così come il personale amministrativo"

"Per quanto riguarda infine l'avanzamento di carriera, dovrebbe essere concordata con le parti sociali anche nella scuola, ma come si fa a parlare di carriera quando gli stipendi sono lontani dall'inflazione? Occorrerebbe allora partire da uno stipendio comune, che sia ancorato al costo della vita ed ai livelli medi europei e che preveda anche delle specificità legate al burn-out o al lavoro correlato o, come si è visto in tempo di pandemia, legate al rischio biologico", afferma il Presidente dell'Anief, concludendo "non va poi dimenticato il tema della mobilità, in particolare quella transfrontaliera che interessa il settore della ricerca, e si concretizza nella rimozione di tutti i vincoli alla mobilità del personale docente e amministrativo".

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