Giovedì 25 Febbraio 2021, ore 20.50
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Lavoro precario, intervento di Pacifico al convegno CESI con Commissione UE

Il presidente nazionale di Anief commenta come il Covid -19 abbia influenzato il lavoro dei sindacati e il precariato. Insieme al direttore generale Joost Korte del dipartimento Lavoro, Affari sociali e Inclusione della Commissione europea

Più di 400 mila posti a tempo determinato sono saltati dell'ultimo anno a causa del Covid ed altri 100mila nel lavoro autonomo. Tutto questo significa che la pandemia ha colpito soprattutto i lavoratori a tempo determinato. Lo ricorda il Presidente del sindacato della scuola Anief, Marcello Pacifico, al terzo ed ultimo convegno CESI sul lavoro precario, organizzato con i fondi della Commissione europea.



Pacifico ha voluto fare una riflessione sugli effetti della pandemia sul lavoro precario, affermando che "paradossalmente, in Italia, sono aumentati i contratti a tempo determinato a novembre e questo è frutto del fatto che lo Stato italiano in questi mesi ha sempre garantito il posto di lavoro e vietato di licenziamenti alle aziende".

"Questi convegni sono stati organizzati anche per focalizzare l'attenzione sul mancato rispetto della normativa comunitaria", spiega il sindacalista, ricordando che "l'Anief ha denunciato che l'Italia continua a non rispettare l'obbligo stabilizzazione dei precari di lungo termine della scuola italiana - del personale della scuola, dell'università, della ricerca e degli AFAM - e che il prossimo anno avremo un nuovo record di oltre 250mila precari".

"Per questo motivo - sottolinea il leader del sindacato - l'Europa ha bacchettato ancora una volta l'Italia ed ha accolto un ricorso collettivo presentato dal sindacato nel luglio scorso, che mira a far avere un canale riservato di reclutamento a tutti i precari. Una battaglia che Anief ha avviato nel 2010, ottenendo anche diverse sentenze favorevoli della Corte Costituzionale, della Cassazione e della Corte di giustizia europea".

"Una battaglia che il sindacato - sottolinea - porta avanti oggi con reclami collettivi e battaglie che riguardano anche la parità di trattamento tra il personale precario e quello di ruolo, a livello giuridico ed economico, ma anche il servizio pre-ruolo e la ricostruzione di carriera per tutto il servizio svolto nel sistema nazionale, comprese le scuole paritarie, per PSP e le comunali"

Si tratta - dice Pacifico - di "una battaglia valoriale che riguarda soprattutto gli organici e, quando si parla di sicurezza, non si può non pensare ad un aumento delle classi, dei plessi e degli spazi e ad un aumento degli organici che tenda quindi alla stabilizzazione".

"Lo Stato non può più tenere posti in organico di fatto quando in realtà questi posti sono in organico di diritto", denuncia Pacifico al convegno, che ha visto anche la partecipazione del direttore del dipartimento Lavoro della Commissione europea, Joost Korte."Siamo pronti a dialogare con una volta con le istituzioni europee - assicura - per far approvare quelle modifiche richieste nella risoluzione del 2018, che tendono a far applicare nel pubblico impiego le stesse regole del lavoro privato e quindi anche la stabilizzazione dei precari per evitare l'abuso dei contratti a termine".
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