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Giovedì 5 Agosto 2021, ore 19.17
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Scuola, Anief presenta sue proposte per stabilizzare precari e semplificare concorsi

"Sul sistema di reclutamento abbiamo detto al capo di gabinetto ed al capo dipartimento che Anief ha le idee ben chiare. E' da anni che assistiamo ad un continuo cambio di passo, prima c'erano le SIS, poi il TFA sostegno, poi il TFA ed il PAS: lo Stato ha trovato tantissimi strumenti e non è mai riuscito ad assorbire il precariato". E' quanto denuncia Marcello Pacifico, presidente del sindacato della scuola Anief, parlando del reclutamento.



"Le ultime scelte dei concorsi straordinari e riservati non hanno portato a quello che si sperava, anzi, il prossimo anno il precariato scoppierà, ci saranno più di 220mila posti in supplenza".

"L'unica soluzione per avere tutti in cattedra il 1° settembre allora è mettere in piedi un sistema di istruzione, formazione e reclutamento che consenta di assumere gli attuali precari che chiamiamo per le supplenze", afferma Pacifico ricordando l'esistenza di graduatorie provinciali conosciute come GPS, formate da personale che insegna da anni nelle scuole. "Sono graduatorie composte da personale abilitato e non abilitato - ricorda - purché quello non abilitato dopo l'immissione in ruolo faccia un corso universitario, anche a distanza, e con tirocini per certificare il merito che ha conquistato con anni di esperienza nella scuola".

Per il sindacalista si tratta di "una soluzione semplice che ad oggi non è stata ancora considerata", che l'Anief chiede di applicare sul sostegno, "perché da anni ci sono più di 50mila insegnanti di sostegno su 80mila supplenze" ed è quindi opportuno "consentire loro di accedere ai TFA di sostegno per superare l'anno di prova ed essere confermati nei ruoli".

"Questo ci permetterà il prossimo anno, rispetto a più di 100 mila cattedre vacanti, di coprirne almeno 90mila se non tutte. In caso contrario succederà quello che è sotto gli occhi di tutti: il prossimo anno avremo un record di posti disponibili non assegnati per il quarto anno consecutivo, cioè più di 70mila cattedre scoperte".

"Non vogliamo essere profeti di sventura ed abbiamo pronto un piano. Bisogna poi snellire gli attuali concorsi ordinari per giovani laureati, basterebbe misurare con un test la conoscenza delle principali norme di legislazione scolastica e disciplinari e poi con un esame orale, svolto anche a distanza, la capacità di simulare una lezione in classe. E' evidente che bisogna fare anche in questo caso un percorso di approfondimento teorico-disciplinare che si può svolgere durante l'anno di prova".

"Concludendo, siamo d'accordo con la semplificazione delle procedure concorsuali, ma contestualmente siamo disponibili a portare avanti un piano che consenta di assorbire fin dall'inizio quella precarietà che contraddistingue la scuola italiana e ci porta lontani
dall'Europa".
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