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Scuola, si al tempo pieno e a stipendi europei ma subito le riforme

"La scuola italiana ha bisogno certamente di recuperare il tempo scuola, che non è soltanto il tempo pieno, cioè quel tempo che si impiega nelle attività pomeridiane al di là dell'ordinaria attività didattica, che è quasi assente nelle scuole del Sud. Parliamo invece di un tempo scuola che è stato ridotto negli ultimi anni, a partire dalla riduzione di 4 ore in ogni ordine e grado attuata negli ultimi dodici anni". E' quanto afferma il Presidente dell'Anief, Marcello Pacifico, in una intervista a Teleborsa.



"E' importante non pensare solo al tempo pieno, che è fondamentale a partire dall'infanzia per lottare contro le disuguaglianze, ma anche recuperare quel tempo scuola che è stato falcidiato", afferma il sindacalista, ricordando che la riduzione delle ore "ha portato alla scomparsa di 200mila posti nella scuola".

Secondo Pacifico "bisogna approfittare del dato migliore sulla natalità che ci dà l'opportunità di non operare dei tagli e di conservare gli organici, ma bisogna anche rifare il rapporto con gli studenti, perché le classi pollaio ci sono ancora ed occorre quindi lottare contro questo fenomeno e ridurre il numero di alunni per classe".

A proposito degli stipendi del personale della scuola, il Presidente dell'Anief ricorda che "sono molto lontani dallo standard europeo, ma sono addirittura sette punti sotto l'inflazione". L'Anief come sindacato è pronto - afferma - ed ha sottoscritto un Patto per la scuola che prevedeva risorse aggiuntive per il personale per combattere queste disuguaglianze.

"Ricordiamoci che il principio cardine della nostra Costituzione è lavorare senza veder vilipesa la propria dignità", afferma il leader del sindacato, aggiungendo "è fondamentale nel rinnovo del contratto prevedere risorse in più, non soltanto 150 euro, ce ne vogliono 200 in più per poter recuperare l'inflazione".

Pacifico propone di guardare ai paesi dell'OCSE e e ricorda che il Ministro Bianchi si è rivolto al G20 parlando di questi problemi. "Siamo pronti quindi a portare avanti il dibattito per i diritti dei lavoratori ed anche delle famiglie ad avere una istruzione migliore", conclude.
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