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Lunedì 2 Agosto 2021, ore 07.01
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Conferenza sul futuro dell'Europa, si deve partire dal rispetto di norme su precariato

Intervento presidente nazionale Anief e Vice presidente accademia CESI nel dibattito organizzato da Cesi@noon con la vice presidente della commissione europea Šuica

"Nel costruire il futuro dell'Europa bisogna certamente portare avanti l'idea di un'Europa più equa, più giusta, più solidale. Per fare questo bisogna ripartire dall'uomo". E' quanto sostenuto da Marcello Pacifico, Presidente del sindacato Anief e Vice presidente accademia CESI, nel dibattito organizzato da Cesi@noon con la vice presidente della commissione europea Dubravka Suica.



"A questo scopo la Commissione europea ha avviato un dialogo sociale dallo scorso mese di aprile fino ad aprile 2022", ha ricordato Pacifico, spiegando "tutti i cittadini europei possono dare il loro contributo su nove tematiche per la costruzione di un'Europa più giusta".

"Alla vice presidente della Commissione europea - ha sottolineato il sindacalista - ho detto quello che Anief ribadisce da sempre: è da sette anni che c'è una procedura d'infrazione sul precariato scolastico, che non viene rispettata dallo Stato italiano e su cui la Commissione non sta intervenendo. Per avere un'Europa più giusta bisogna però rispettare le norme europee".

"Ci sono 200mila precari nella scuola italiana che subiscono l'abuso dei contratti a termine, assieme ai precari degli altri settori pubblici, italiani ed europei", ricorda il Presidente dell'Anief, aggiungendo "c'è una risoluzione dell'Unione europea del 2018 che impegna la Commissione a trovare delle soluzioni e c'è anche una sentenza della Corte di Giustizia europea, che Anief ha ottenuto con un reclamo collettivo nel 2020, sull'abuso dei contratti a termine. Vogliamo che ci sia un rispetto del diritto perché solo così si può costruire un'Europa più giusta".

"Siamo pronti ad avviare questo dialogo sociale, lo diremo a tutti i nostri iscritti ed anche a tutti gli insegnanti della scuola italiana, al personale amministrativo, dell'Università e della ricerca, affinché tutti possiamo dare questo contributo e consentire alla Commissione di pervenire ad una soluzione. Nel frattempo - conclude - rispettiamo le direttive e stabilizziamo i precari nella scuola italiana".


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