(Teleborsa) - Partecipazione ad una procedura d'appalto degli operatori economici, durata delle garanzie ipotecarie, domicilio digitale degli amministratori e accesso al database pubblico sugli attestati di prestazione energetica degli edifici (Ape). Sono questi i temi al centro dell'audizione del vicedirettore generale vicario dell'Abi, Gianfranco Torriero, nell'ambito dell'indagine conoscitiva avviata dalla Commissione parlamentare per la semplificazione.
"La semplificazione, la trasparenza e l'efficienza della regolamentazione sono profili centrali per le imprese bancarie, per la certezza del diritto. La semplificazione è una leva strategica per la competitività dell'economia. In linea con le priorità europee di competitività e integrazione dei mercati, anche recentemente l'Abi ha promosso interventi di semplificazione, per rafforzare e sostenere il ruolo delle banche nel finanziamento dell'economia" ha evidenziato Torriero. In tale scenario "le proposte illustrate si collocano in una prospettiva di semplificazione che non riduce i presidi, ma li rende più efficaci, coerenti e proporzionati, valorizzando la digitalizzazione. L'Abi – ha concluso il vicedirettore generale vicario – conferma la piena disponibilità per approfondire soluzioni che rafforzino la qualità della regolazione, la competitività dell'economia e la fiducia tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione".
Partecipazione a una procedura d'appalto degli operatori economici
"La disciplina vigente in materia di esclusione dalle gare pubbliche per violazioni fiscali, come delineata dal Codice dei contratti pubblici, – ha affermato Torriero – nasce da una finalità condivisibile: garantire che gli operatori economici che partecipano agli appalti siano affidabili sotto il profilo finanziario e in grado di eseguire correttamente le prestazioni. L'esperienza applicativa mostra che l'attuale normativa presenta alcune rigidità che rischiano di produrre effetti non coerenti con tale obiettivo, limitando la partecipazione alle gare anche da parte di imprese solide e affidabili e, quindi, comprimendo la concorrenza". Tra le criticità evidenziate dal vicedirettore generale vicario dell'Abi, figurano la possibilità di esclusione anche per violazioni non definitive, ossia ancora oggetto di contenzioso; e soglie di rilevanza particolarmente contenute, tali da far sì che anche irregolarità di importo modesto, o derivanti da disallineamenti amministrativi non sostanziali, possano determinare l'esclusione dalla gara. Un effetto, quest'ultimo, che Torriero definisce "sproporzionato, soprattutto – ha aggiunto – se si considerano le complessità operative delle imprese di medie e grandi dimensioni, le quali possono essere destinatarie di numerosi atti fiscali, spesso di entità ridotta, ma tali da superare cumulativamente le soglie previste". Un altro elemento di criticità, per Torriero, riguarda l'applicazione nell'ordinamento italiano (art. 96 del Codice dei contratti pubblici) della procedura europea di cosiddetto "self-cleaning" (misure di autodisciplina/correttive), cioè l'istituto che permette a un operatore economico, incorso in una causa di esclusione, di dimostrare la propria affidabilità. "L'assenza di tale meccanismo nel nostro ordinamento – ha spiegato Torriero – determina un evidente disallineamento rispetto agli altri Stati membri e genera uno svantaggio competitivo per le imprese italiane". Un ulteriore profilo riguarda "il mancato riconoscimento, ai fini della partecipazione alle gare, delle situazioni in cui il debito fiscale sia adeguatamente garantito, ad esempio attraverso fideiussioni o polizze. In questi casi, il rischio finanziario risulta di fatto neutralizzato, e tuttavia la normativa non ne tiene conto". Infine criticità di natura operativa: "la mancanza di una banca dati unica e costantemente aggiornata degli atti fiscali – ha rilevato Torriero – rende complessa e incerta la verifica delle posizioni, sia per le imprese sia per le stazioni appaltanti, con impatti negativi anche sui tempi delle procedure".
Per fare fronte a tali criticità il vicedirettore generale vicario dell'Abi ritene opportuno un intervento mirato su alcuni punti qualificanti:
Fondamentale introdurre anche nel nostro ordinamento la procedura di "self-cleaning" fiscale, consentendo alle imprese che abbiano regolarizzato o si siano impegnate in modo vincolante a regolarizzare la propria posizione di partecipare alle gare. Valorizzare le garanzie finanziarie prestate, escludendo dalle cause di esclusione i debiti fiscali coperti da strumenti idonei. Rivedere le soglie di gravità delle violazioni, adeguandole alla dimensione e alla reale capacità economica degli operatori, in modo da evitare effetti sproporzionati. Procedere alla creazione di una banca dati unica, certificata e accessibile – condizione abilitante alla digitalizzazione degli appalti – che consenta una verifica chiara, aggiornata e tempestiva delle posizioni fiscali, anche attraverso il Fascicolo Virtuale dell'Operatore Economico.
"Si tratta – ha spiegato Torriero – di interventi che non riducono il livello di presidio, ma lo rendono più efficace, perché maggiormente aderente alla finalità sostanziale della norma: selezionare operatori realmente affidabili, evitando al contempo esclusioni non giustificate e rafforzando la competitività anche a livello europeo".
Durata delle garanzie ipotecarie
Attualmente, l'articolo 2847 del Codice Civile dispone che l'iscrizione ipotecaria "conserva il suo effetto per venti anni dalla sua data. L'effetto cessa se l'iscrizione non è rinnovata prima che scada detto termine". "La durata ventennale dell'ipoteca – ha commentato Torriero – rappresenta oggi un limite temporale inderogabile per la validità della garanzia che, se non viene rinnovata, si estingue automaticamente, con la conseguente inefficacia nei confronti dei terzi. Tale meccanismo impone un'attività periodica di rinnovo che grava non solo sulle parti del rapporto, ma anche sugli uffici delle Conservatorie dei Registri Immobiliari (ora, Servizi di Pubblicità Immobiliare) chiamati a gestire un elevato numero di adempimenti ripetitivi, con modalità di presentazione delle domande di rinnovazione eterogenee a livello territoriale. Ciò determina un possibile incremento degli oneri procedurali e dei tempi di perfezionamento dell'operazione di rinnovo, con ricadute negative sull'efficienza della Pubblica Amministrazione e sulla qualità dei servizi resi agli utenti". Inoltre – ha proseguito – "la durata dell'ipoteca non risulta più allineata a quella dei rapporti giuridici sottostanti, generando la necessità di rinnovazioni ripetute, con costi amministrativi e notarili a carico dei mutuatari, aumenti del rischio operativo a carico dei mutuanti (dovuti a dimenticanze o ritardi nella rinnovazione) e, di conseguenza, potenziali contenziosi derivanti dalla perdita di efficacia della garanzia". Pertanto – secondo il vicedirettore generale vicario dell'Abi – "l'estensione della durata della garanzia, ad esempio a trenta o quaranta anni, favorirebbe una significativa riduzione degli adempimenti amministrativi, contribuendo a razionalizzare l'attività delle Conservatorie e a limitare i costi per i debitori, i quali non sarebbero più chiamati a corrispondere le spese e gli oneri per la rinnovazione dell'ipoteca. Tale modifica porterebbe inoltre la disciplina italiana più vicina agli standard europei di garanzia di lungo periodo, rafforzando al contempo la certezza dei traffici giuridici".
Domicilio digitale degli amministratori
La disciplina sul domicilio digitale degli amministratori di società è stata di recente oggetto di alcuni miglioramenti che, tuttavia, – per Torriero – "non colgono compiutamente l'esigenza di razionalizzare e semplificare la materia". "Continuare a imporre due PEC distinte (una per la società, l'altra per il Presidente del CdA o Amministratore delegato), rappresenta – ha sottolineato il vicedirettore generale vicario dell'Abi – un onere sproporzionato e innecessario, essendo invece sufficiente l'indirizzo digitale dell'impresa. Andrebbe quindi consentito che il domicilio digitale degli amministratori possa coincidere con quello della società, in linea con la ratio della disciplina, che è quella di 'garantire una comunicazione ufficiale, tracciabile e sicura tra le imprese e la pubblica amministrazione', contribuendo al contempo a semplificare gli adempimenti, ridurre i costi organizzativi e favorire una gestione più efficiente e razionale dei flussi comunicativi".
Accesso al database pubblico sugli attestati di prestazione energetica degli edifici (Ape)
Torriero ha, infine, posto l'accento sulla possibilità per i cittadini e le imprese interessate di accedere al database pubblico del Siape sugli attestati di prestazione energetica degli edifici (Ape), gestito da Enea, ad oggi non ancora consentita. "La misura – ha spiegato il vicedirettore generale vicario dell'Abi – consentirebbe a cittadini ed imprese di stimare in modo più corretto il valore di mercato degli edifici, soprattutto in relazione a interventi di riqualificazione energetica. Una più precisa stima del contributo della performance energetica nel computo del valore di mercato degli immobili potrebbe favorire una maggiore consapevolezza dell'importanza degli interventi di riqualificazione, stimolandone la domanda".
In particolare, la misura permetterebbe di: favorire l'utilizzo delle informazioni contenute negli APE all'interno del processo di valutazione della rischiosità/fattibilità dell'affidamento/investimento in efficienza energetica, con impatti positivi per coloro che richiedono i finanziamenti; favorire lo sviluppo del mercato dei "mutui verdi" – ossia i finanziamenti finalizzati all'acquisto di abitazioni con elevate prestazioni energetiche o alla riqualificazione energetica degli immobili di proprietà – attraverso la classificazione del finanziamento tra gli attivi greensecondo la regolamentazione europea, e l'eventuale applicazione dei possibili benefici previsti dalle politiche aziendali per questa tipologia di crediti, a beneficio delle famiglie e delle imprese.
"Occorrerebbe altresì – ha concluso Torriero – prevedere modalità di accesso che, nel rispetto della disciplina sulla protezione dei dati personali, si basino su piattaforme digitali che consentano la consultazione dei dati in tempo reale ed in modo efficiente".
ABI, Torriero: "Semplificazione leva strategica per la competitività dell'economia"
L'audizione del vicedirettore generale vicario dell'Abi: "Agire su procedure d'appalto, durata garanzie ipotecarie, domicilio digitale degli amministratori e accesso database Ape"
16 aprile 2026 - 11.46