(Teleborsa) - L'Opec+ interviene per calmierare i prezzi del petrolio, dopo l'ennesima impennata su un record di 126 dollari nella giornata di giovedì e con quotazioni del greggio che persistono al di sopra dei 100 dollari al barile. Una mossa che era in qualche modo attesa - sostengono gli analisti - anche per dimostrare che l'Opec è presente e interviene anche senza gli Emirati Arabi.
Sette Paesi dell'Opec Plus - esclusi gli Emirati Arabi che hanno annunciato l'uscita dal cartello dal 1° maggio - si sono riuniti in collegamento domenica 3 maggio per rivalutare le condizioni di mercato e l'outlook del mercato petrolifero. I Paesi in questione sono l'Arabia Saudita, la Russia e altri cinque Paesi, - Iraq, Kuwait, Kazakhstan, Algeria, and Oman - che in precedenza avevano annunciato aggiustamenti volontari alla produzione ad aprile e novembre 2023.
Il Gruppo in questione, formato dai maggiori produttori di greggio dell'Opec Plus, ha annunciato un aumento complessivo della produzione di 188mila barili al giorno per sostenere un rientro delle quotazioni del petrolio entro livelli accettabili. Tale adeguamento sarà implementato nel giugno 2026.
Più in dettaglio, l'Arabia, che è il maggiore produttore, aumenterà l'output pro quota di 62mila barili a 10,291 milioni, la Russia in qualità di secondo produttore aggiungerà altri 62mila barili, per portare la produzione a 9,672 milioni, l'Iraq ne aggiungerà 26mila a 4,352 milioni, il Kuwait 16mila a 2,628 milioni, il Kazakhstan 10mila a 1,599 milioni l'Algeria 6mila a 989 mila e l'Oman 5mila a 826mila.
"I paesi in quesitone - spiega l'Opec+ - continueranno a monitorare e valutare attentamente le condizioni di mercato e, nel loro costante impegno a sostegno della stabilità del mercato, hanno ribadito l'importanza di adottare un approccio prudente e di mantenere la massima flessibilità nell'aumentare, sospendere o invertire gli adeguamenti volontari della produzione precedentemente implementati e annunciati nel novembre 2023".
I sette paesi OPEC+ hanno inoltre osservato che questa misura offrirà ai paesi partecipanti l'opportunità di accelerare i pagamenti compensativi ed hanno ribadito il loro impegno collettivo ad adeguarsi alla Dichiarazione di Cooperazione siglata nel 2023 ed a riunirsi mensilmente per riesaminare le condizioni di mercato e le eventuali compensazioni. La prossima riunione dei sette paesi si terrà il 7 giugno 2026.
Frattanto, sui mercati internazionali, le quotazioni del petrolio resistono al di sopra dei 100 dollari, con il Brent che scambia a 107,45 dollari al barile (-0,67%), mentre il WTI scambia a 101,02 Usd/b (-0,90%).
L'Opec+ annuncia aumento produzione di 188mila (anche senza Emirati)
Le quotazioni petrolifere ritracciano marginalmente e si mantengono sopra i 100 dollari sui mercati internazionali
04 maggio 2026 - 08.20