Questo argomento è centrale nell'edizione 2026 di REbuild, l'evento dedicato all’innovazione sostenibile dell’ambiente costruito. Durante uno dei panel sul tema, Simona Camerano, Responsabile Scenari Economici, Geopolitici e Strategie Settoriali di Cassa Depositi e Prestiti, ha spiegato: "Il tema dell'accesso alla casa è rilevante non soltanto a livello nazionale, ma soprattutto a livello europeo, e abbiamo cercato di capire quali siano i trend che stanno cambiando la domanda e che, di conseguenza, dovranno modificare anche l'offerta. I trend sono strutturali: c'è sicuramente un tema di invecchiamento della popolazione che porta con sé la necessità di abitazioni più piccole e più servite dal punto di vista dei servizi, ma c'è anche un tema di sostenibilità della spesa della casa, sia in termini di acquisto sia di locazione. Questo riguarda in modo particolare le giovani generazioni che ancora oggi, in misura importante, vivono nella famiglia di origine; è una percentuale troppo elevata in Italia rispetto al resto dell'Europa e del mondo. Per intervenire su questi segmenti bisogna ragionare in un'ottica di service housing e student housing, ovvero rispondere alle esigenze degli studenti in mobilità ma anche dei giovani professionisti, che possono provare a cogliere le opportunità di lavoro in un contesto territoriale diverso da quello di origine".
Il peso economico dell'abitazione, sia per il mutuo sia per la locazione, è particolarmente elevato in Italia, come spiega Camerano: "Se il limite teorico di accessibilità è rappresentato dal 30% del reddito, in molte province italiane questa percentuale è molto superiore, il che significa che di fatto il costo dell'abitazione supera di gran lunga la metà delle entrate individuali. Risulta quindi fondamentale individuare soluzioni che rispondano a tali esigenze, come un housing a canoni calmierati rivolto a una popolazione che non considera più necessariamente l'abitazione come un bene d'investimento".
Il problema della sostenibilità economica della casa è un problema radicato nel sistema paese, e CDP è impegnata su questo fronte da diversi anni, come ha raccontato Camerano: "Cassa Depositi e Prestiti opera in questo settore da diversi anni; nel 2010 è nata la prima iniziativa di housing sociale attraverso il FIA, Fondo Investimenti per l'Abitare. Questo fondo ha avuto l'obiettivo di raccogliere risorse di terzi: partendo da un investimento iniziale di un miliardo, sono state raccolte risorse e investiti oltre 4 miliardi per la realizzazione di abitazioni a canoni calmierati, che non sono né di mercato né totalmente pubbliche. Il target è di quasi 20.000 alloggi, con oltre 18.000 alloggi sociali già in fase avanzata. Nel tempo queste iniziative sono state adattate per incontrare una domanda in evoluzione, passando dall'housing sociale allo student housing, al senior housing, fino all'attuale obiettivo del service housing. La logica applicata è quella del fondo di fondi: Cassa Depositi e Prestiti investe nei fondi che, sul territorio, individuano le opportunità e raccolgono l'interesse degli stakeholder locali".
L'analisi dei circuiti europei e delle operazioni a valore aggiunto evidenzia la necessità di modelli di finanziamento stabili per la casa, capaci di integrare rigenerazione urbana e nuove forme di abitare sociale e collaborativo. REbuild è la piattaforma leader per l'innovazione sostenibile dell'ambiente costruito, un evento che aggrega i principali attori della filiera per promuovere la trasformazione del mercato immobiliare in chiave sostenibile.
(Foto: Simona Camerano, Responsabile Scenari Economici, Geopolitici e Strategie Settoriali - Cassa Depositi e Prestiti)