(Teleborsa) - Il Governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta ha richiamato l’attenzione sulle tensioni che attraversano economia e mercati, dal caro energia all’incertezza geopolitica nel suo intervento all’assemblea annuale dell’Abi, spiegando che il board della BCE "valuterà con attenzione l’andamento dei mercati energetici, il quadro congiunturale e le dinamiche dei prezzi", per "preservare l’ancoraggio delle aspettative di inflazione".

Panetta avverte che i rischi globali "appaiono incorporati solo in parte nelle valutazioni di mercato" e che l’inflazione dell’area euro "oscilla intorno al 3 per cento" e potrebbe restare sopra tale livello "fino all’inizio del 2027".

Pur in un contesto difficile, il Governatore rivendica la solidità del Paese: "L’Italia dispone di basi solide", ma la sfida è trasformarle "in investimenti, innovazione e sviluppo duraturo". Le banche restano centrali, anche se un’economia più innovativa richiede "mercati dei capitali più sviluppati" e strumenti di capitale di rischio.

Sul consolidamento bancario, Panetta osserva che le aggregazioni "possono rafforzare il sistema", ma i benefici "non sono automatici" e dipendono da "solidità patrimoniale, piani sostenibili e capacità di integrare culture diverse".

Il Governatore richiama anche la necessità di una governance sana, dopo alcuni casi di crisi tra le banche minori: serve "correttezza nelle decisioni, trasparenza verso la clientela, piena responsabilità degli organi sociali".

Guardando ai prossimi mesi, Panetta avverte che il protrarsi delle tensioni in Medio Oriente potrebbe portare le banche a criteri di offerta "più selettivi", pur in un sistema che mostra "redditività elevata, patrimonializzazione adeguata e qualità degli attivi molto buona".

Sul fronte dei mercati, segnala che "valutazioni elevate e rialzi concentrati" espongono a possibili correzioni, soprattutto nel tech e nell’AI, dove l’ingresso di nuovi concorrenti potrebbe "ridimensionare le attese di redditività".

Infine, Panetta rilancia sul venture capital: in Italia i fondi specializzati sono "assai meno sviluppati" che "negli altri principali paesi', creando "un collo di bottiglia" nel passaggio da un’idea promettente a un’impresa industriale. Serve un'azione coordinata di "gestori, investitori istituzionali, operatori pubblici e imprese".