(Teleborsa) - La situazione inflazionistica attuale rappresenta uno "shock di media entità" e non un livello di allerta rossa che richieda di agire rapidamente come fatto nel 2022 ma molto dipenderà dal fatto se i prezzi del petrolio e del gas rimangano elevati fino a settembre o se si troverà una soluzione duratura per riaprire i rifornimenti attraverso lo Stretto di Hormuz.

E' quanto dichiarato dal capo economista della BCE, Philip Lane, durante un suo intervento a Donegal, in Irlanda, spiegando che l'istituto rivedrà – e potenzialmente modificherà – il proprio orientamento di politica monetaria a settembre, aggiungendo che, nel calibrare i tassi di interesse, i funzionari agiranno in base ai dati che saranno man mano disponibili. "Ciò che stiamo dicendo è che ci assicureremo di ricondurre l'inflazione dal livello attuale del 3% al 2%, diciamo nel corso del prossimo anno o giù di lì", ha affermato.

"Il nostro ruolo è più reattivo", ha affermato Lane rispondendo a una domanda su come la BCE affronta le sfide geopolitiche, spiegando che la risposta non sarà "né eccessiva, né insufficiente".

Infine, riguardo al possibile impatto sulla crescita globale dopo che Trump ha annunciato nuovi dazi, il capo economista BCE ha affermato che "gli scambi commerciali tra Europa e Stati Uniti sono importanti, ma non sono la questione dominante".

Si ricorda intanto che ieri l'Eurotower ha lasciato i tassi di riferimento invariati, come da attese, dopo averli alzati per la prima volta quest'anno di 25 punti base a giugno (il primo rialzo dal 2023, con una decisione che aveva seguito sette meeting di costo del denaro invariato). I tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale sono rimasti invariati rispettivamente al 2,25%, al 2,40% e al 2,65%.

Il consiglio direttivo ha spiegato che "le prospettive per i prezzi dell'energia, benché altamente variabili, si collocano al momento su livelli prossimi allo scenario di base delle proiezioni formulate a giugno dagli esperti dell'Eurosistema e ben al di sopra di quelli registrati prima del conflitto in Medio Oriente", mentre "l'incertezza resta elevata e l'impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi appieno".

Pertanto, la BCE "segue con attenzione l'intensità e la durata dello shock, nonché i suoi effetti indiretti e di secondo impatto".