(Teleborsa) - Il rapporto dell'Office of Inspector General (OIG) sul cantiere per la ristrutturazione degli storici edifici "Eccles" e "1951" della Federal Reserva ha confermato pesanti carenze di gestione per un'opera i cui costi sono esplosi dai "921 milioni di dollari" previsti nel budget di febbraio 2020 a oltre 2 miliardi (fino a circa «2,4 miliardi» nelle stime più recenti). Tuttavia, l'indagine scagiona integralmente l'ex presidente Jerome Powell, escludendo profili di rilievo penale o amministrativo.

Nessun illecito, ma gestione fallimentare

"In nessun momento della nostra valutazione abbiamo riscontrato fondati motivi per ritenere che si sia verificata una violazione della legge penale federale", ha precisato l'organo di controllo nel suo report, aggiungendo di "non aver identificato illeciti amministrativi". Ciononostante, il documento di 120 pagine evidenzia come un migliore controllo avrebbe potuto "mitigare alcuni dei significativi aumenti dei costi".

L'OIG ha evidenziato che elementi citati dai critici come marmi o fontane "non hanno contribuito in modo sostanziale" agli sforamenti. Le cause risiedono invece nel fallimento dei meccanismi di tutela: "Abbiamo riscontrato che il Board non ha gestito ed eseguito in modo efficace il proprio contratto di construction manager at risk (CMAR) e ha ripetutamente deviato dalle relative disposizioni di gestione dei costi". Di fatto, la Fed non ha mai fissato un vero "prezzo massimo garantito", concedendo subappalti che hanno fatto lievitare spese e tempi (gli impianti idraulici e di condizionamento sono triplicati a 346 milioni).

Le ripercussioni politiche

I costi del cantiere erano diventati il perno della campagna di pressione dell'amministrazione Trump per rimuovere Powell e influenzare i tassi di interesse, culmine di uno scontro sfociato persino in citazioni in giudizio del Dipartimento di Giustizia poi annullate da un giudice federale. L'OIG ha formulato sette raccomandazioni per correggere la governance interna. Il nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, ha già annunciato che seguirà le indicazioni dell'OIG e ingaggerà un revisore indipendente per verificare la conformità di tutti i costi finora sostenuti.