(Teleborsa) - Il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno scritto alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, allegando un non-paper franco-tedesco, per chiedere nuovi strumenti di difesa commerciale e sicurezza economica. Il dossier - che non cita mai direttamente la Cina anche se i timori più rilevanti sul fronte commerciale arrivano proprio da Pechino - sarà discusso al Consiglio europeo di ottobre.

"L'Unione europea affronta sfide senza precedenti: il sistema commerciale aperto e basato su regole è pesantemente colpito dall'uso del commercio come arma, da pratiche sistemiche di distorsione del mercato e da squilibri macroeconomici globali", hanno scritto i due leader. Il risultato è "un aumento delle dipendenze e dei rischi geoeconomici". Gli strumenti attuali, aggiungono, vanno usati pienamente, "ma questo non basta più".

Due nuovi strumenti

La lettera chiede anzitutto uno strumento di diversificazione "per ridurre le dipendenze europee, risolvere la concentrazione esistente delle catene di fornitura e prevenire nuovi rischi di concentrazione". Il secondo, più incisivo, servirebbe a contrastare i paesi terzi che "cercano deliberatamente di minare il ripristino di condizioni di parità": attivazione "a maggioranza qualificata inversa" e misure potenti, "fino a un'immediata esclusione dal mercato interno, se necessario". Lo strumento dovrà essere "agnostico rispetto ai paesi".

Difesa commerciale e derisking

Il non-paper chiede più indagini antidumping e salvaguardie, anche d'ufficio per limitare il rischio di ritorsioni contro gli Stati membri, e di valutare di non applicare la "lesser duty rule" quando è nell'interesse dell'Unione. Per i casi urgenti il documento cita chimica, PET e ibride plug-in. Il derisking dovrà concentrarsi su AI, semiconduttori, quantum, materie prime critiche, batterie, componenti per l'energia pulita, biotech e servizi finanziari, con un approccio "graduale e selettivo" che "non equivale al decoupling".

Cambi, pacchi e ritorsioni

Sui cambi, i due governi denunciano che "disallineamento e sottovalutazione dei tassi di cambio reali" favoriscono la competitività di prezzo dei partner. Un'apprezzamento nominale delle valute sottovalutate "potrebbe aiutare a riequilibrare gli scambi", e Eurogruppo, Bce e Commissione sono invitati a riprendere il dialogo. Sui prodotti non conformi, in particolare i piccoli pacchi, livelli elevati e persistenti di non conformità "dovrebbero tradursi in restrizioni all'accesso al mercato Ue". Il documento propone anche un inventario delle possibili ritorsioni, per preservare "unità politica e solidarietà".

Sul fronte industriale, i due paesi chiedono un Industrial Accelerator Act entro fine 2026, con una "preferenza europea mirata e proporzionata" nei settori strategici.

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