Il petrolio sale giovedì sui timori di un'escalation in Medio Oriente: il Brent guadagna il 2,7% e si porta poco sotto i 112 dollari al barile - dopo aver raggiunto in mattinata anche 112,7 dollari - e il Wti il 2,17% a 99,29 dollari. Secondo il New York Times, che cita funzionari Usa, gli eserciti di Stati Uniti e Israele hanno messo a punto piani specifici per nuovi raid sull'Iran dopo le elezioni di metà mandato del 3 novembre, con un'operazione "breve ma intensiva". I possibili bersagli sono le infrastrutture energetiche, gli impianti nucleari e gli arsenali di missili e droni. Il presidente Trump, però, non avrebbe ancora approvato i piani e avrebbe più volte bloccato un ritorno ai combattimenti su larga scala.
Alta tensioneGli Usa hanno intanto ordinato ai dipendenti governativi non essenziali e alle loro famiglie di lasciare l'Arabia Saudita, per i crescenti attacchi degli Houthi: un raid all'aeroporto di Dammam ha ucciso almeno una persona e ne ha ferite otto, mentre due persone sono morte in un attacco di droni al giacimento Aramco di Shaybah, senza effetti sulle operazioni. Per Reuters Washington si prepara a ritirare i familiari anche da altre sedi nella regione.
Le forze israeliane hanno compiuto questa settimana un'esercitazione aerea al confine iraniano, mentre il capo del Pentagono Pete Hegseth ha incontrato Benjamin Netanyahu, che ha accusato la nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, di aver autorizzato la corsa alla bomba nucleare: "C'è un solo modo per eliminare questa minaccia una volta per tutte: rovesciare il regime in Iran".
Teheran ha minacciato di colpire data center e cavi internet sottomarini. Nel frattempo, i negoziati sul nucleare e sullo stretto di Hormuz proseguono.
Flussi in ripresa ma prodotti raffinati sotto pressione
Secondo un'analisi di Intesa Sanpaolo, le esportazioni di greggio mediorientali sono ormai risalite a circa il 94% dei livelli precedenti al conflitto, ma "i flussi di prodotti raffinati restano ancora intorno alla metà dei livelli normali, lasciando il mercato sotto pressione. A ciò si aggiunge la nuova stretta USA contro la rete di trasporto petrolifero iraniana, volta a rendere più difficile l’export di greggio".
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