Persistono nel contempo i timori di inflazione in scia al rialzo del petrolio con il Brent ai massimi da inizio maggio.
I dati macro
Secondo le stime preliminari di S&P Global, l'indice PMI manifatturiero dell'Eurozona a ottobre è sceso a 52,4 punti, rispetto ai 52,9 punti del mese precedente e alle attese che indicavano un livello di 52,7. Una soglia che si conferma al di sopra del livello critico di 50 punti e che denota una espansione dell'attività. Si indebolisce anche il PMI dei servizi, che scende a 51,7 punti rispetto ai 53 punti precedenti, risultando peggiore dei 52,6 attesi. Di conseguenza, il PMI composito si porta a 51,9 punti dai 53,1 precedenti contro i 52,7 del consensus.
Forex, materie prime e tassi
L'Euro / dollaro USA continua la seduta sui livelli della vigilia, riportando una variazione pari a -0,18%. L'Oro mantiene la posizione sostanzialmente stabile su 4.025,4 dollari l'oncia. Sessione euforica per il greggio, con il petrolio (Light Sweet Crude Oil) che mostra un balzo dell'1,62%.
Retrocede di poco lo spread, che raggiunge quota +125 punti base, mostrando un piccolo calo di 2 punti base, mentre il rendimento del BTP a 10 anni si attesta al 4,58%.
Gli indici
Tra gli indici di Eurolandia Francoforte scende dello 0,93%, discesa modesta per Londra, che cede un piccolo -0,6%, e calo deciso per Parigi, che segna un -0,78%.
Si muove in frazionale ribasso Piazza Affari, con il FTSE MIB che sta lasciando sul parterre lo 0,53%; sulla stessa linea, si muove al ribasso il FTSE Italia All-Share, che perde lo 0,56%, scambiando a 50.617 punti.
In rosso il FTSE Italia Mid Cap (-0,73%); sulla parità il FTSE Italia Star (-0,13%).
I migliori e i peggiori a Piazza Affari
Tra i best performers di Milano, in evidenza ENI (+5,15%), in scia agli eccellenti risultati e dopo aver deliberato la distribuzione a dicembre di un dividendo straordinario di 0,46 euro per azione (circa 1,3 miliardi) nonché un ulteriore incremento del 12% del programma di buyback, che sale a 3,8 miliardi.
Tonici anche Tenaris (+2,14%), Saipem (+1,64%) e Buzzi (+1,54%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su Technoprobe, che continua la seduta con -3,08%.
Sotto pressione Moncler, con un forte ribasso del 2,75%.
Soffre STMicroelectronics, che evidenzia una perdita del 2,35%.
Preda dei venditori BPER Banca, con un decremento del 2,30%.
Tra i protagonisti del FTSE MidCap, Cembre (+2,49%), D'Amico (+1,43%), CIR (+1,37%) e Pharmanutra (+1,28%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su Ferragamo, che continua la seduta con -4,88%.
Sessione nera per De' Longhi, che lascia sul tappeto una perdita del 4,61%.
Si concentrano le vendite su Credem, che soffre un calo del 2,77%.
Vendite su Banco Desio, che registra un ribasso del 2,58%.