(Teleborsa) - L'educazione finanziaria come prima forma di tutela del risparmio, in un mercato in cui pagamenti, credito e investimenti sono a portata di smartphone: è il filo che ha unito gli interventi del convegno “Educazione finanziaria, tutela del risparmio e innovazione fintech”, nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati, dedicato a truffe, sovraindebitamento e digitalizzazione. Il punto di partenza sono i numeri: secondo l'indagine IACOFI della Banca d'Italia, nel 2023 l'alfabetizzazione finanziaria degli adulti italiani si è attestata a 10,7 su una scala da 0 a 20, in lieve aumento rispetto al 10,2 del 2020.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Massimiliano Panizzut e Marcello Coppo.
Alberto Camuncoli, ceo di Investire con Successo, è partito da una domanda: quanto costa l'ignoranza finanziaria alle persone, prima
ancora che allo Stato. “L'educazione finanziaria non serve a trasformare gli italiani in trader, in economisti o a convincerli a tutti i costi ad
investire. Serve a metterli nelle condizioni di decidere consapevolmente”, ha affermato. Citando l'indagine OCSE PISA 2022, in cui i quindicenni italiani hanno ottenuto 484 punti contro i 498 della media OCSE, ha proposto di misurare di nuovo le competenze degli italiani entro cinque anni. Tra le sue ipotesi c'è un “Conto Futuro” per ogni nuovo nato, con una dotazione iniziale e strumenti diversificati a
basso costo: con circa 355.000 nascite l'anno, 1.000 euro a testa costerebbero secondo le sue stime circa 355 milioni di euro per coorte. Il valore, per Camuncoli, sarebbe soprattutto educativo: “Gli avremmo consegnato diciotto anni di esperienza finanziaria”.
Stefano Lokar Pignatari, founder di Plutonis, si è soffermato sulla liquidità di famiglie e imprese ferma su conti e depositi, vicina ai 2.000 miliardi di euro: “L'inflazione è un mostro silenzioso che erode i nostri risparmi in maniera indipendente dal nostro volere”. Per chi inizia a investire, anche con piccole cifre, attraverso strumenti diversificati e a basso costo o con un consulente finanziario indipendente, la variabile decisiva è il tempo: “Se la vuoi facile, inizia ieri. Il costo dell'inattività, il costo della procrastinazione, è enorme”.
Per Andrea Martoni, presidente di M Finance, la smaterializzazione del denaro riduce la percezione di quanto si spende: “Probabilmente il consumatore dovrebbe vedere, oltre all'importo che sta pagando, l'intera somma che ha a disposizione decurtata di quella cifra, in modo che si renda conto dell'esborso”. Davanti all'ingresso dell'intelligenza artificiale nell'offerta finanziaria, Martoni ha difeso la consulenza umana, “Io credo che ci debba essere un consulente umano che prende in mano la situazione”, e ha guardato alla scuola: “Penso che bisognerebbe inserire il tema del denaro fin dalle scuole inferiori, partendo dalle basi, magari attraverso giochi o strumenti didattici adeguati all'età”.
Sul credito al consumo, il Buy Now Pay Later ha raggiunto in Italia nel 2025 un transato di 9,9 miliardi di euro, in crescita del 45%, secondo l'Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano. Dal 20 novembre 2026 si applica la direttiva europea CCD2, recepita con il decreto legislativo 212/2025, che include gran parte delle operazioni di pagamento rateale. Alberto Fontana, VP Sales Italia di Pay-Oh, ha posto l'accento sul ruolo dei negozianti: “Non deve essere un onere del negoziante valutare il proprio interlocutore. Devono essere gli strumenti dei vari provider a fare questo tipo di valutazione”.
Sui pagamenti sono intervenuti anche Maurizio Pimpinella, presidente di APSP. Simone Tortolini, direttore di Soluzione Meno Debiti, ha legato il sovraindebitamento, che stima riguardi 7 milioni di privati, alla carenza di formazione: “Se ci fosse un'educazione finanziaria, partendo probabilmente dalle scuole, non si arriverebbe a questo punto”. La sua proposta è qualificare chi assiste i debitori nelle soluzioni extragiudiziali, con requisiti minimi e un organismo di controllo: “L'idea è di creare una sorta di associazione, consorzio, chiamiamolo come vogliamo, che controlli il buon lavoro di questa persona che funge da intermediario”.
Sul fronte previdenziale, Andrea Martelli, ceo e founder di MiaPensione, ha descritto la domanda di consulenza: “Circa l'80% delle richieste che ci arrivano riguarda persone che vogliono uscire prima dal mondo del lavoro. Quando vedono su carta la differenza di importo tra uscire subito e aspettare qualche anno, prendono coscienza vera del tema”. Per Martelli serve un'informazione che arrivi per tempo, con dati condivisi tra gli enti previdenziali: “Bisogna dare ai cittadini la possibilità di educarsi ancor prima della data del pensionamento, quando ormai è vicina”.
Su trading e intelligenza artificiale, Magdy Hassan Fayed, ceo di Forex Gump, si è detto favorevole a regole chiare per la formazione, a partire dall'obbligo di comunicare rischi e tempi realistici di apprendimento. “Se qualcuno ti dice che l'AI può eliminare l'incertezza,
prevedere il mercato con certezza e trovare automaticamente operazioni vincenti, siamo già davanti a un enorme campanello d'allarme”, ha avvertito. E sul proprio settore: “Accetterei una regolamentazione che non decida chi può avere un premio sui mercati, ma che renda molto più difficile costruire un business sulla disinformazione”.
Alessio Battagliero, ceo di Quantly, ha illustrato il backtest, la verifica di una strategia sui dati storici prima di applicarla al mercato, integrato nella piattaforma QuantiX: “Il backtest è una parte fondamentale per vedere come ha performato nel passato una strategia”. La responsabilità delle scelte, ha precisato, resta all'investitore: “Le strategie automatiche esistono perché la macchina non commette errori emotivi: sei tu che decidi la strategia, è la macchina che la esegue sulla base di quello che decidi”.
Alessandro Del Saggio, ceo di Invest Hero e co-founder di Club Hero, ha presentato il club di investitori professionali che, secondo i dati della società, conta circa 300 soci e dal 2020 ha registrato 3.600 operazioni immobiliari e 350 milioni di euro investiti: “Il club non raccoglie soldi. Vuole essere uno strumento di networking per mettere insieme i migliori operatori con i migliori investitori”. La selezione, ha ricordato, passa da una due diligence su proponenti e investitori.
Al confronto hanno partecipato anche Massimiliano Albanese, segretario federale di UCI, Benedetto Delle Site, presidente di UCID Giovani e ceo di Delle Site &Partners, Francesco Paolo Fabbri, esponente di AKTIS APS, e Mattia Sportelli, head of public affairs di JE Italy, portando la prospettiva del mondo associativo e imprenditoriale.
Dal convegno è emersa una linea comune: accompagnare l'innovazione finanziaria con una formazione stabile per studenti, lavoratori e famiglie, e misurarne i risultati nel tempo. O, nelle parole di Camuncoli: “Misuriamo. Interveniamo. E poi misuriamo di nuovo”.
L'evento è stato organizzato da Pilat &Partners.
Educazione finanziaria e fintech, alla Camera confronto su risparmio, debito e truffe
Esperti e operatori a confronto sulla tutela dei cittadini nella finanza digitale
02 novembre 2026 - 16.34