(Teleborsa) - L'OPEC ha allineato il tetto produttivo alla "produzione effettiva". Lo ha confermato il Presidente dell'OPEC Emmanuel Ibe Kachikwu, Ministro petrolifero nigeriano, dopo le indiscrezioni riportate dalla stampa internazionale.

Il vertice OPEC di Vienna non ha dato una indicazione precisa del target produttivo, come aveva sempre fatto in passato, ma ha semplicemente confermato la "produzione effettiva corrente", che si aggira sui 31,5 milioni di barili. Si tratta, dunque, di un aumento puramente simbolico, dato che la produzione effettiva dell'OPEC già si scostava dal target indicato in precedenza di 30 milioni.

La decisione di alzare "formalmente" l'output non sembra voler testimoniare una inversione di tendenza dell'OPEC, che aveva essenzialmente due scelte: mantenere la produzione invariata o tagliarla. In pratica, mantenendo un mercato molto ben rifornito ed adottando la strategia del "wait & see", i produttori di petrolio rinunciano a parte delle proprie entrate, facendo scendere ancora i prezzi e provocando una selezione naturale dell'offerta dei membri esterni all'OPEC (Russia e Stati Uniti).

Quanto alle indiscrezioni che parlavano di pressioni per un taglio dell'offerta, Kachikwu ha spiegato che "non vi sono evidenze che nemmeno una riduzione del 5% avrebbe effetti tangibili".

La reazione dei prezzi sulle piazze di scambio del petrolio è stata immediata: il contratto sul light crude è crollato sotto i 40 dollari al barile a 39,6 (-2,5%), mentre quello sul Brent è scivolato sino a 42,6 dollari al barile.