Promossa da Autostrade per l'Italia e realizzata con il MAXXI-Museo nazionale delle arti del XXI secolo, la mostra – curata da Pippo Ciorra con Angela Parente – accompagna i visitatori in un percorso che intreccia storia, architettura, paesaggio e visione futura, rileggendo l'autostrada non solo come opera ingegneristica, ma come infrastruttura culturale e fattore abilitante della contemporaneità.
"Le infrastrutture autostradali – ha dichiarato Arrigo Giana, Amministratore delegato di Autostrade per l'Italia - rappresentano molto più di una rete di collegamento. Sono vettori di crescita e coesione sociale per l'intero Paese. La presenza di Aspi a Milano Cortina 2026 ribadisce la centralità della nostra rete come asset strategico capace di connettere territori e grandi eventi internazionali. Con questa mostra intendiamo riaffermare il valore dell'autostrada come elemento di progresso culturale e di identità: un patrimonio condiviso che accompagna la trasformazione dell'Italia, sostenendone lo sviluppo economico e sociale attraverso l'innovazione".
Il progetto espositivo nasce in occasione del centenario della costruzione della prima autostrada italiana e sviluppa una narrazione che mette in relazione lo sviluppo delle infrastrutture con i grandi momenti di mobilità collettiva. Attraverso materiali d'archivio, fotografie d'autore, mappe e contributi visivi, viene restituito il ruolo delle autostrade come reti di accesso che rendono possibile l'incontro tra territori, persone ed eventi, e come sistemi chiamati a confrontarsi con i temi della sostenibilità, dell'innovazione tecnologica e della trasformazione del paesaggio.
Il percorso della mostra si articola in quattro sezioni tematiche. La prima è dedicata alla costruzione della rete autostradale, intesa come infrastruttura capillare di connessione tra territori. La seconda esplora l'esperienza del viaggio come pratica sociale e culturale, legata all'evoluzione dei servizi e dei luoghi della mobilità, e arricchita dal contributo progettuale di alcuni tra i massimi esponenti dell'architettura italiana. La terza sezione presenta il paesaggio autostradale attraverso le fotografie di Iwan Baan, realizzate in modalità aerea per esaltare l'armonia e le proporzioni delle strade immerse nel territorio, che ha spiegato: "Questo progetto è stato davvero interessante per la possibilità di connettere le incredibili città storiche italiane, i luoghi ed i bellissimi paesaggi, esaltando come le autostrade in Italia siano anche molto curate nel design, come i ponti e le infrastrutture; così tanti famosi designer italiani hanno lavorato in questi luoghi nel corso degli ultimi centinaia di anni, e quindi ho voluto far emergere tutto ciò con una lettura diversa, che andasse oltre il paesaggio che ti scorre accanto, ma che lo mostrasse dall'alto, unendo l'esperienza dell'autostrada a quella del paesaggio, insieme all'ambiente costruito, il tutto da una prospettiva completamente diversa; credo che questo possa anche offrire una nuova lettura e un nuovo significato alle autostrade italiane". L'ultima sezione guarda infine alla tecnologia e al futuro della mobilità, con le immagini di Emiliano Ponzi, che offrono una visione prospettica delle infrastrutture come elementi chiave per l'accessibilità e la mobilità dei grandi eventi contemporanei.
Visitabile fino al 22 febbraio, "Italia in Movimento. Autostrade e futuro" si propone come uno spazio di riflessione sul ruolo delle infrastrutture autostradali che garantiscono accessibilità ai territori e alle comunità.
(Foto: Una parte delle foto presenti alla mostra)